Reputazione aziendale: Armani, Ferrero e Barilla ai vertici della classifica di Reputation Institute
A
In Italia, le tre aziende che godono di migliore reputazione presso i consumatori sono Giorgio Armani, Ferrero e Barilla. Ad affermarlo è la classifica annuale del Reputation Institute appena pubblicata, la quale rileva anche che la reputazione pesa per il 60% nella scelta d’acquisto dei consumatori, ben più delle caratteristiche del prodotto (40%).

Lo studio RepTrak Pulse, che misura la reputazione delle aziende, è svolto a livello internazionale da Reputation Institute, società specializzata nello studio e nella gestione della reputazione aziendale che opera anche in Italia e che per la classifica italiana si è avvalsa della collaborazione con la società di ricerche Doxa che ha svolto 3.664 interviste.

I dati 2012 vedono dunque, fra i brand che operano in Italia, l’ascesa alla testa della classifica di Giorgio Armani, passato dal quinto al primo posto con un aumento del Pulse (punteggio) di 3,5 unità, seguito da Ferrero e Barilla, sostanzialmente stabili rispetto all’anno scorso.

Colpisce il terzetto di aziende automobilistiche tedesche Volkswagen, BMW e Mercedes Benz, che occupano rispettivamente il quarto, quinto e sesto posto, staccando di molto Fiat (al 70° posto, probabilmente anche a causa della riorganizzazione della produzione e degli stabilimenti in Italia).

L’industria automobilistica è comunque fortemente presente nella top ten italiana, con Piaggio al nono posto e Michelin, che ha registrato una delle crescite più significative rispetto al 2011 (+7,2 punti), al decimo. Le altre best performer del 2012 sono Siemens (+7,4 punti, ne totalizza 71,8) e RCS Media Group (+7 punti, arriva a 68,7).

I risultati peggiori, in termini di reputazione, sono quelli di Costa Crociere, scesa a 47,4 punti (-28), a causa dell’incidente al largo dell’Isola del Giglio (nel 2011 era nella top 20), Sorgenia (-11,8, per 50,5 punti) e Unipol (-5,1, con 58,7 punti).

Il dato importante registrato dalla ricerca riguarda la correlazione diretta fra la reputazione di un brand e la motivazione all’acquisto da parte dei consumatori, che per il 60% è influenzata dalla reputazione positiva negli ambiti dell'eticità dell’azienda, delle capacità manageriali, della sostenibilità ambientale e della qualità dei posti di lavoro offerti. Le caratteristiche del prodotto influenzano invece soltanto il 40% della motivazione all'acquisto.

“La corporate reputation rappresenta un valore tangibile per le aziende, che si traduce in effetti positivi concreti e misurabili quali il miglioramento delle vendite o delle performance del titolo in borsa” spiega Michele Tesoro-Tess, managing director di Reputation Institute Italy.

Al tema della reputazione aziendale, e in particolare al monitoraggio e alla misurazione della reputazione sul web e a come l'azienda può utilizzare la mole di commenti sul proprio conto presenti Rete, sarà dedicato anche un seminario di approfondimento durante la prossima edizione di BTC, la fiera degli eventi in programma presso la Fiera di Rimini il 21 e 22 giugno prossimi.

Commenta su Facebook