Mauro Zaniboni: riforma del lavoro positiva per le agenzie, metterà ordine tra pratiche troppo disinvolte
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Il progetto per la riforma del lavoro presentato dal Ministro Elsa Fornero introduce alcune flessibilità, ma mette anche un limite a pratiche non sempre corrette, da parte delle agenzie, che causano un danno al mercato. Lo sostiene Mauro Zaniboni, presidente dell'agenzia di organizzazione congressuale MZ Congressi e responsabile per la fiscalità e il lavoro di Federcongressi&eventi, che per conto dell'associazione sta mettendo a punto un nuovo modello di contratto di categoria che prevede una forma ad hoc di inserimento lavorativo e alcune utili particolarità.

Posto che la riforma del lavoro potrà subire modifiche, quale giudizio può darne come imprenditore e come rappresentante dell’associazione?
"La riforma mi sembra globalmente positiva, perché affronta una situazione ormai complessa e con diversi aspetti lacunosi da rivedere. In particolare apprezziamo che ponga limiti all’uso indiscriminato e improprio di contratti atipici come co.co.pro. e incarichi a partita Iva per "coprire" rapporti di lavoro subordinato. In questo modo saranno premiate le agenzie che hanno puntato sulla correttezza, sobbarcandosi maggiori costi (fino al 30-35% in più per lavoratore), e dovranno invece rivedere le proprie pratiche quelle agenzie che per essere competitive sottopagavano i dipendenti, distorcendo i prezzi generali del mercato".

Ritiene dunque che anche nel settore degli eventi ci siano stati abusi nell’applicazione dei contratti?
"Non ci possiamo nascondere che a fronte di molti imprenditori che cercano di lavorare correttamente, rispettando le norme e garantendo i diritti dei lavoratori, sentiamo spesso di agenzie, attive da anni, che non hanno nemmeno un dipendente assunto, non corrispondono mai gli straordinari né le spettanze di fine rapporto a collaboratori anche di medio-lungo termine".

Quali aspetti della riforma avranno un impatto più forte su PCO e agenzie di eventi?
"Sicuramente l’aumento dei costi per l’azienda, legato ai limiti posti all’uso di partite Iva e dei co.co.pro, che potranno essere applicati solo per progetti diversi dal core business dell’azienda. Per organizzare un evento, per esempio, non potrà più essere applicato un contratto a progetto ma, se si pensa che l'evento costituisca solo un picco di lavoro per il quale non si è certi che ci sia continuità, si dovrà piuttosto applicare un contratto a tempo determinato, specificando nella causale dell’assunzione che il lavoratore è legato all’organizzazione di quell’evento specifico. In questo modo, una volta realizzato l'evento, se il contratto a tempo determinato non viene rinnovato c’è una buona causa, esplicitata per iscritto, che tutela anche l’imprenditore".

Quali aspetti della riforma vede con favore?
"Una novità positiva è il contratto di apprendistato come forma di inserimento lavorativo, da applicare ai giovani fino ai 29 anni, che prevede la partecipazione a corsi di formazione interni ed esterni all’azienda: un buon modo per preparare la nuova forza lavoro. Un elemento nuovo rispetto al passato è rappresentato dal fatto che per i tre anni di apprendistato non sarà solo l’impresa a essere obbligata a mantenere il rapporto, ma anche il lavoratore dovrà garantire di arrivare alla fine del periodo di formazione, altrimenti dovrà corrispondere una penale. Il periodo di formazione è un investimento importante per le imprese e si deve garantire che possano averne un riscontro. Questa forma di inserimento si accorda anche con il progetto di contratto-tipo che stiamo elaborando come Federcongressi&eventi".

Quali sono gli aspetti caratterizzanti del modello di contratto che Federcongressi&eventi sta mettendo a punto?
"Stiamo lavorando per trovare una soluzione calibrata sulle esigenze del nostro settore. Di fatto si tratterà di un contratto di prossimità che dovrà essere approvato a livello provinciale dall’Ispettorato del lavoro e poi ratificato all’interno di ogni azienda. Il modello di inserimento cui stiamo pensando prevede un contratto a tempo determinato di 10/12 mesi, come periodo di prova, seguito dal contratto di apprendistato di tre anni, per una formazione più completa, per passare infine al contratto a tempo indeterminato. Ora stiamo definendo i dettagli, relativi per esempio a quando il contratto possa essere legittimamente non rinnovato o a una maggiore flessibilità nell’orario di lavoro (con settimane da 44 ore per i periodi di picco)".

Cosa pensa invece delle modifiche all’articolo 18?
"Poiché il 97-98% delle agenzie del nostro settore ha meno di 15 dipendenti le modifiche all’articolo 18 non ci riguardano direttamente. Del resto, ci vuole molto tempo per apprendere la nostra professione, e non è quindi conveniente per le imprese licenziare un dipendente dopo averlo formato, a meno di gravi motivi. Di questo già siamo convinti".

Gianluca Trezzi

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