Il futuro dei media italiani: smartphone, tablet e social network cambiano il mercato
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Smartphone, tablet, connected tv, applicazioni, social network e video si impongono sul mercato dei media come gli strumenti su cui c’è più attenzione di editori e investitori e che sono destinati a ridisegnare il sistema globale dell’informazione. Nel 2011 il settore italiano dei media ha visto infatti diminuire la raccolta pubblicitaria complessiva, scesa a quota 16,7 miliardi di euro, ma al calo dei media tradizionali (-5%, da 11,9 miliardi di euro a 11,4) è corrisposto un deciso incremento dei media digitali (+7%, da 5 miliardi di euro a 5,3).

Lo sostiene la ricerca dell'Osservatorio New Media & New Internet, promossa dalla School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con il centro di ricerca CEFRIEL, presentata il 20 marzo a Milano.

Guardando ai dati della raccolta pubblicitaria e dei ricavi dai servizi a pagamento (notizie, contenuti, applicazioni, pay per view), sono gli smartphone (+70% e +120%) e i tablet (+110% e +150%) a registrare le migliori performance, mentre raddoppia la pubblicità sui social network, che possono contare su un parco di ben 24 milioni di utenti registrati. Di conseguenza aumenta l’incidenza dei new media sul mercato, dove complessivamente arrivano a pesare il 32% sul totale della raccolta (era il 29% nel 2010).

L’utilizzo di internet sembra dunque oggi legarsi sempre meno ai pc, che in Italia hanno avuto una penetrazione piuttosto bassa (meno del 60% delle famiglie italiane possiede un personal computer) e si lega invece ai nuovi device, più apprezzati dagli italiani.

Contribuisce a superare il digital divide tecnologico del nostro paese anche la diffusione delle applicazioni dei media (le app dei quotidiani, per esempio), non solo per smartphone, ma anche per tablet e per la tv via internet: a febbraio 2012 se ne contano 347 per smartphone, 261 per tablet e 148 per l'internet tv. Chi non ha un pc ora può dunque accedere ai contenuti degli editori tramite le applicazioni per i nuovi dispositivi.

Molto importante è il ruolo dei social network, di cui gli italiani sono primi al mondo per utilizzo (superando gli USA), non tanto come piattaforma per l’advertising (dove raccolgono il 3% della pubblicità sul web), quanto piuttosto come grandi finestre di visibilità aggiuntiva che le aziende e i media possono utilizzare per diffondere i propri contenuti.

Rappresentano una fetta sempre più consistente dei contenuti visualizzati online i video, soprattutto tramite Youtube (dove viene visualizzato il 50% dei video visti in Italia): il 73% dei navigatori italiani ne vede almeno uno al mese e dedica a essi ben un'ora e 12 minuti. Non a caso, dunque, l’advertising legato ai video è aumentato nell’ultimo anno dell’80%.

I media tradizionali, infine, registrano un calo generalizzato della raccolta pubblicitaria rispetto al 2010: -1% la stampa, -8% la tv tradizionale e -5% la radio.

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