Quando lo smartphone personale entra in azienda: l'IT consumerization nuovo trend del prossimo decennio
A
Permettere ai dipendenti di andare su Facebook o controllare l’indirizzo email personale dal lavoro per le aziende non è più un problema, anzi. O, perlomeno, non lo è più nella misura in cui il 90% delle aziende italiane incentiva l’uso di dispositivi tecnologici personali come smartphone, iPad, tablet e computer portatili sul posto di lavoro, che i dipendenti utilizzano per lo più per esigenze professionali. Lo rivela lo studio Sfatare i sei miti dell’IT consumerization, realizzato dall’istituto Wakefiled Research per Avanade, che produce soluzioni tecnologiche.

I 600 IT manager e decision maker aziendali intervistati, in 17 Paesi diversi, hanno messo in luce un importante cambiamento nelle policy aziendali a proposito della "IT consumerization", termine con cui si definisce il fenomeno dell'utilizzo dei supporti ideati per l’uso personale per necessità di lavoro. Sei sono dunque i luoghi comuni sull’argomento sfatati. Eccoli:

1. Le aziende si oppongono all’IT consumerization.
Non è vero, non più. L’88% dei manager a livello internazionale e il 90% di quelli italiani permette l'uso di tecnologie "private" senza problemi. Perché? Perché hanno riconosciuto che è ormai cambiato il modo di lavorare dei dipendenti.

2. Le aziende non dispongono di risorse per gestire l’IT Consumerization.
Le aziende invece stanno investendo in infrastutture e personale dedicato a supportare l’uso degli strumenti personali sul luogo di lavoro: il 79% della media internazionale e il 90% degli italiani investirà ulteriori budget nei prossimi 12 mesi a questo scopo.

3. L’IT Consumerization è tollerata per attrarre i giovani.
Non è questo il motivo principale: il 58% degli intervistati pensa che sia importante consentire l'uso di device privati perché ciò aumenta la produttività dei dipendenti, che hanno sempre accesso ai dati di lavoro e possono lavorare ovunque, mentre il 42% segnala l'opportunità di lavorare oltre l’orario di ufficio; inoltre, l'IT consumerization stimola la collaborazione interna e aumenta la soddisfazione del lavoratore.

4. I dispositivi personali vengono usati per la posta e Facebook.
Queste due operazioni restano senz’altro tra quelle più effettuate, ma a queste si affianca l'utilizzo di applicazioni aziendali. Secondo gli intervistati, il 45% dei dipendenti utilizza i device personali per accedere al CRM aziendale, il 44% ai tool di controllo e gestione delle spese, il 38% ai sistemi integrati per la pianificazione e controllo di ordini, vendite, acquisti (ERP).

5. IT Consumerization = Apple
Non è vero. Al primo posto, nella media internazionale, ci sono gli smartphone basati su Android, seguiti dai Blackberry e dai computer portatili personali (tra cui quelli di Apple); in Italia al primo posto ci sono i Blackberry, seguiti da iPhone e PC portatili basati su Windows. Interessante anche il punto di vista dei dipendenti sul motivo per cui li portano in azienda: perché i dispositivi aziendali sono obsoleti e poco user-friendly.

6. L’uso dei dispositivi personali non mette a rischio la sicurezza.
Nonostante i sistemi di protezione dei dati adottati, il 90% delle aziende italiane e il 55% a livello globale dichiara di aver subito violazioni dei dati a causa del loro utilizzo, e circa il 60% vorrebbe migliorare la sicurezza della propria infrastruttura IT.

Commenta su Facebook