Come cambia lo stipendio degli italiani: le retribuzioni per inquadramento, regione e settore di attività
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Stipendi stabili, con solo una leggera flessione dello 0,2%, ma in rallentamento rispetto al trend dell’anno scorso, quando si era registrata una crescita del 2,1%. E se le retribuzioni lorde degli italiani nel primo semestre 2017 sono sostanzialmente ferme, l’aumento dell’inflazione al 2,1% ha determinato però un calo generalizzato del potere d’acquisto.

Il confronto con l’Europa
L’aggiornamento è fornito dall’Osservatorio JobPricing, secondo il quale un lavoratore dipendente italiano guadagna in media 29.238 euro lordi l’anno. Il dato colloca l’Italia al 9° posto fra i paesi della zona euro: il primo è il Lussemburgo con 56.197 euro, e fra i grandi paesi l’Italia si posiziona dopo Germania (47.809 euro) e Francia (38.049 euro), ma prima della Spagna (26.710 euro). L’elevato cuneo fiscale fa però sì che, se considerata al netto della tassazione, la retribuzione degli italiani sia agli ultimi posti della classifica.

Gli stipendi per inquadramento
JobPricing rileva che in Italia i dipendenti nel settore privato sono inquadrati al 95% come impiegati o operai, al 4,3% come quadri e all’1,4% come dirigenti, con retribuzioni evidentemente molto differenziate. Nel primo semestre di quest’anno è stato rilevato un lordo annuo medio pari a 101.084 euro per i dirigenti, 53.999 euro per i quadri, 30.750 euro per gli impiegati e 24.753 euro per gli operai. Lo studio mostra che solo il 6,5% dei dipendenti italiani ha una retribuzione superiore a 40.000 euro lordi: la percentuale maggiore (il 66%) guadagna meno di 31.000 euro.

Il divario territoriale
A livello territoriale, l’Osservatorio conferma le tradizionali differenze, con una forbice retributiva che sembra allargarsi sempre più: in media, i dipendenti del nord Italia guadagnano oggi circa il 6,9% in più rispetto a quelli del centro e quasi il 18% in più rispetto a quelli del sud e delle isole. La Lombardia è la regione con gli stipendi più alti, con una media (fra tutti gli inquadramenti) di 31.711 euro, seguita da Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Lazio e Liguria. Chiudono Basilicata, Molise e Calabria, con stipendi medi inferiori ai 25.000 euro. Le regioni del nord totalizzano una media di 30.567 euro, quelle del centro di 28.598 euro e quelle di sud e isole di 26.043 euro.

I settori che pagano di più e di meno
In termini di settori è quello bancario e finanziario a vantare le retribuzioni più alte (42.284 euro in media), seguito da farmaceutica e biotecnologie (40.392 euro) e dal settore dell’energia (38.616 euro), tutti comparti dove c’è forte domanda di profili ad alta competenza e specializzazione. Nel mondo della comunicazione e del web la media retributiva è oggi pari a 31.856 euro, superiore alla media nazionale, mentre viaggi e turismo con 26.967 euro è sotto la media, come peraltro risultano essere i settori automotive, moda e lusso, architettura e design. In coda alla classifica delle 35 industry mappate ci sono hotellerie e ristorazione, al penultimo posto con 23.280 euro annui, e l’agricoltura, di poco inferiore con una media di 23.246 euro.

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