Cosa preoccupa chi viaggia per lavoro: dalla sicurezza al meteo, i nuovi timori legati al business travel
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Pare sorprendente, ma sembra che a livello globale ciò che preoccupa di più chi viaggia per ragioni d’affari sia “dimenticare qualcosa di necessario per il lavoro”. Nonostante la loro grande eco, gli attentati terroristici sono al quinto posto fra le paure legate alle trasferte, preceduti da preoccupazioni più tradizionali come “perdere qualcosa di importante”, “essere derubati o aggrediti” e le classiche “condizioni meteo avverse”.

In generale però la questione della sicurezza (in tutte le sue implicazioni) è molto sentita, soprattutto nell’area Asia-Pacifico, dove il 56% dei business traveller la segnala come fonte di preoccupazione, e nelle Americhe, dove è indicata dal 47% di chi viaggia per lavoro. Meno sensibili al tema sono gli europei, che si dichiarano preoccupati per la propria sicurezza quando viaggiano solo nel 37% dei casi.

Secondo Carlson Wagonlit Travel, che ha condotto un’indagine su 1.900 viaggiatori d’affari nel mondo, nonostante i timori la maggior parte delle persone pensa comunque che viaggiare sia oggi più sicuro rispetto al passato perché ci sono più strumenti a disposizione per affrontare i problemi di sicurezza. Il 70% dei business traveller, per esempio, utilizza almeno uno dei protocolli di sicurezza predisposti dalla loro azienda, come il tracking o l’inserimento del contatto di emergenza all’interno del proprio profilo, e il 68% acquista un’assicurazione di viaggio.

E i più preoccupati per la sicurezza – gli asiatici – sono anche quelli che prendono le maggiori precauzioni quando viaggiano: più della metà mantiene aggiornato il contatto di emergenza all’interno del proprio profilo rispetto al 38% degli americani e al 34% degli europei; sono anche più propensi a registrarsi per ricevere alert in tempo reale sui rischi di viaggio e sono più attenti a informarsi in anticipo sui servizi medici o di sicurezza locali rispetto ai loro omologhi delle altre aree geografiche.

Fra gli europei, il primato della paura per la propria sicurezza va agli italiani, con il 56% che indica grande o parziale preoccupazione sul tema, ma con qualche differenza rispetto agli altri paesi dell’area. Il 42% dei business traveller italiani si dichiara infatti preoccupato di essere derubato o attaccato (rispetto al 31% in EMEA) e il 26% ha timore di volare o di altri incidenti (a fronte del 17% in EMEA) . Più che in altri paesi gli italiani (il 34%) usa il traveler tracking come protocollo di sicurezza aziendale, il 44% acquista a volte un’assicurazione di viaggio mentre il 27% si assicura come prassi per ogni viaggio.

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