Il gioco come strumento per analizzare le soft skills: l’esperimento di Sorgenia per selezionare i talenti da inserire nel team
A
Non più colloqui formali in sala riunioni, ma tornei di videogame da giocare in ambienti open space per far emergere le qualità dei candidati e trovare loro una collocazione in aziende dove la parola d’ordine è ormai quella della digitalizzazione. È l’innovativa sperimentazione di Sorgenia, brand che opera sul mercato della fornitura di gas ed energia elettrica, per selezionare 20 giovani talenti da inserire in organico con un contratto di stage, finalizzato poi all’assunzione.

In collaborazione con gli psicologi del lavoro di Laborplay (una spin-off dell’Università degli Studi di Firenze), la selezione è stata strutturata attraverso la gamification, tecnica che prevede l’utilizzo di dinamiche di gioco in contesti di business: nel corso della giornata di selezione, 6 squadre si sono sfidate a rotazione su 6 diversi tavoli collegati ciascuno a un gioco, sotto gli occhi di due psicologi per squadra che hanno valutato le performance dei singoli all’interno del gruppo. Oggetto del giudizio, la prestazione sul gioco e quella personale in termini di soft skills.

Il gioco è un potente strumento funzionale” spiega Andrea Mancini, managing partner di Laborplay, “perché consente di sperimentare azioni e comportamenti per il futuro e di esprimere la personalità senza maschere né mediazioni. E il videogioco rappresenta oggi un codice sociologico sempre più diffuso e condiviso, fondamentale per comprendere e valutare il continuo apprendimento di competenze trasversali e soft skills”.

In fase di pre-selezione Sorgenia aveva ricevuto circa mille curriculum; ai primi 200 candidati, selezionati sulla base della facoltà e del voto di laurea, è stato quindi inviato #PlayYourTest, lo strumento sviluppato da Laborplay che valuta le soft skills a partire dall’analisi di preferenze e abitudini di gioco.

Un’ulteriore selezione, effettuata sulla base dell’incrocio fra soft skill rilevate e quelle necessarie all’azienda, ha portato a individuare 60 potenziali candidati, che sono stati invitati a partecipare, presso la Microsoft House di Milano, all’evento #YourNextJob, dove la prova era giocare ai videogame, esercitare le proprie abilità cognitive e risolvere quesiti logico-deduttivi. Agli psicologi poi il compito di osservare i candidati in azione e selezionare i 20 che meglio rispondevano al profilo richiesto da Sorgenia.

Commenta su Facebook