Le ricerche di mercato diventano digitali: in Italia le commissiona il 60% delle PMI per avere informazioni su clienti, trend e competitor
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Le utilizzano per conoscere meglio i propri clienti, per avere informazioni sui trend del proprio settore di riferimento, per anticipare le “mode” del mercato e anche per conoscere i propri competitor: le ricerche di mercato continuano ad avere un valore strategico per la piccola e media e impresa, tanto che a commissionarle (o a condurle) è il 60% delle PMI italiane.

Le ricerche di mercato utili per prendere decisioni di business
Il dato emerge da un’indagine condotta da Assirm, l’Associazione delle aziende di ricerche di mercato, di sondaggi di opinione e ricerca sociale, che è stata presentata ieri in occasione dell’Assirm Marketing Research Forum 2017. Secondo lo studio, il 77% delle piccole e medie imprese si ritiene soddisfatto dei dati forniti dalla ricerca di mercato commissionata in termini di utilità dei risultati per prendere decisioni di business, e una eguale percentuale esprime una valutazione positiva sul provider che l’ha condotta.

L'evoluzione verso il digitale
Il mondo della ricerca di mercato, dice Assirm, gode oggi di una reputazione positiva costruita grazie a cambiamenti che sono stati in grado di incontrare sia le necessità delle aziende sia le preferenze degli intervistati. L’evoluzione si misura soprattutto sulla capacità del mezzo di spostarsi sul canale digitale: dal 2016 al 2017 si è registrata infatti una forte diminuzione dei metodi tradizionali basati su interviste telefoniche (-15,2%) e personali (-16%), a fronte di un aumento degli strumenti online (+7,8%).

Le ragioni di chi non usa le ricerche di mercato
L’indagine indica tuttavia che a non fare uso delle ricerche di mercato è il 40% delle piccole e medie imprese. I motivi sono sia “culturali” che economici: il 47% è convinto che la forza derivante dalla vendita e dal trade, unita alla conoscenza del mercato e dei clienti, non possa essere sostituita dalle ricerche di mercato, e il 42% pensa che solo le grandi aziende possano permettersi di commissionarle. Minoritarie le convinzioni che internet possa ormai soppiantarle (27% dei rispondenti), oppure che bastino buon fiuto e intuito per avere successo (17%), o ancora che per farsi un’idea dell’andamento dell’azienda e di ciò che pensano i propri clienti sia sufficiente monitorare i social media (14%).

Un investimento ancora dibattuto
“L’indagine”, commenta il vicepresidente Assirm Andrea Giovenali, “mette in evidenza gli stereotipi che persistono nelle PMI quando si parla di ricerca di mercato. Questo tipo d’investimento è ancora oggi motivo di conflittualità tra le esigenze dei quadri e il punto di vista, spesso legato al passato, della proprietà, mentre occorrerebbe confrontarsi sul valore che crea anche per la piccola e media impresa”.

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