Destination wedding: i matrimoni degli stranieri in Italia valgono 386 milioni di euro: ecco destinazioni e location preferite
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Qualche volta sono veri e propri eventi, con budget milionari, molte centinaia di ospiti e agenzie che danno il meglio di sé realizzando show straordinari e gestendo complicate logistiche: i matrimoni degli stranieri, che siano star dello spettacolo, magnati dell’industria o persone comuni, sono in Italia un fenomeno in ascesa, destinato ad aumentare in maniera significativa incrementando quindi le opportunità di business per gli operatori.

A dare le dimensioni del destination wedding in Italia (il termine destination wedding indica i matrimoni celebrati in un paese diverso da quello dove vivono gli sposi) è la società di consulenza turistica e marketing territoriale JFC, che a TTG Incontri ha presentato un’indagine con numeri e trend dell’anno in corso e le proiezioni per il 2018.

Tutti i numeri di un fenomeno in crescita
Nel 2017 i matrimoni di stranieri in Italia sono stati 7.147 e hanno generato un fatturato complessivo di 385 milioni e 830mila euro, il 2,3% in più rispetto all’anno scorso. Positive le attese per il 2018, che prevedono un aumento del 6,8% del numero di matrimoni, per un totale stimato di 7.633 celebrazioni su tutto il territorio italiano. Il mercato è in sviluppo e decisamente appetibile: si tratta infatti di 336.232 arrivi per oltre 1,2 milioni di presenze turistiche, con una media di durata del soggiorno in Italia di 8,4 giorni per gli sposi e di 3,5 giorni per gli invitati. L’Italia, sottolinea JFC, piace ai promessi sposi stranieri principalmente per tre fattori: l’alta qualità dell’offerta enogastronomica, la bellezza delle location e lo stile di vita che, almeno nell’immaginario, è ancora legato alla “dolce vita”.

Le cerimonie di lusso producono quasi due terzi del fatturato
Lontani i tempi in cui sposarsi nel Belpaese era un lusso per pochi, anzi, pochissimi super-ricchi: oggi scegliere l’Italia quale destinazione per le nozze è un'opzione alla portata di (quasi) tutti. La maggior parte delle celebrazioni (il 76,2%), festeggiamenti compresi, è stata infatti di categoria “standard” e ha prodotto un fatturato aggregato diretto di circa 137 milioni. Seconde per numero sono state le nozze di tipologia “luxury”, che hanno rappresentato il 19,4% del totale producendo però sul territorio un fatturato di 178 milioni di euro. In ultimo i matrimoni “super luxury”, che costituscono il 4,4% di tutti quelli celebrati in Italia dagli stranieri, per circa 70 milioni di fatturato aggregato.

I paesi di provenienza degli sposi
A celebrare le nozze in Italia sono coppie di (prevalentemente) 20 nazionalità: americani (24,1%) e inglesi (21,9%) fanno la parte del leone, seguiti con percentuali inferiori da tedeschi (5,9%), irlandesi (5,4%) e francesi (5,1%). I matrimoni indiani o emiratini, che hanno fama di essere particolarmente sfarzosi, costituiscono per il momento “solo” l’1,2% e l’1,1% del totale. Stando alle previsioni di JFC, nel 2018 aumenteranno considerevolmente russi e brasiliani, ma anche olandesi e cinesi. Incrementi più contenuti si avranno dai mercati di Ucraina, Moldavia, Giappone, Belgio e Corea del Sud.

Destinazioni e location più ricercate dagli stranieri
La destinazione più ricercata si conferma essere la Toscana, che ospita il 24,4% dei destination wedding. Seconda la Costiera Amalfitana con il 16,9% e terza il Veneto, che attrae il 10,5% delle celebrazioni. Seguono Lazio, lago di Como e Puglia. Proprio la Puglia è la destinazione che secondo le stime nel 2018 vedrà aumentare maggiormente le richieste, peraltro destinate a salire anche per Sicilia, Campania e Sardegna. Fra le location, le più utilizzate sono le ville e le dimore d’epoca (20,4%), seguite da casali e agriturismi (18,6%), alberghi e relais (13,3%) e castelli o fortezze (10,6%). Il trend che si affermerà nel 2018 sarà quello di privatizzare piccoli borghi.

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