Quanto postare sui social: la frequenza di pubblicazione su Facebook, LinkedIn e Twitter consigliata alle aziende
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L’interrogativo è ricorrente: quanto frequentemente pubblicare post aziendali sui social? Si segue la regola del “tanto più, tanto meglio” oppure esistono controindicazioni alla pubblicazione intensiva di contenuti di brand su Facebook, LinkedIn e Twitter? E poi: l’orario e il giorno della settimana in cui si pubblica sono importanti? Occorre tenerne conto per ottimizzare visibilità e portata dei post?

A queste domande – sempre rilevanti, perché anche i social media si evolvono e modificano i propri algoritmi di funzionamento – risponde la società di web marketing HubSpot, che per una settimana ha monitorato gli account social dei propri clienti su Facebook, LinkedIn e Twitter (circa 10mila account su ognuna delle piattaforme), analizzando la performance di 15mila post sulle pagine aziendali di LinkedIn, 25mila post sulle pagine business di Facebook e 60mila post sugli account Twitter. Eccone i risultati salienti.

TWITTER
La rilevazione ha evidenziato che non c’è un momento della giornata migliore o peggiore per postare su Twitter, ogni momento è buono. Il numero di clic è legato alla qualità del contenuto, non all’orario in cui il tweet viene pubblicato. Anche il giorno della settimana appare poco determinante: il monitoraggio ha individuato, per i tweet di maggiore “successo”, un lieve incremento dei clic nei giorni di domenica, lunedì e martedì, ma in proporzioni statisticamente non rilevanti.

Quanto è opportuno twittare
HubSpot osserva che Twitter è un social network ancora prevalentemente “cronologico”, e quindi quanto più si posta tanto maggiori sono la visibilità e il numero di clic che si ottengono. Le aziende che hanno account con più 100 follower, ha calcolato HubSpot, “guadagnano” mediamente 2,5/3 clic per ogni tweet.

LINKEDIN
Sebbene anche su LinkedIn a contare veramente sia il contenuto dei post, HubSpot ha registrato clic in decremento nelle ore serali della giornata, quelle dopo il normale orario d’ufficio. Prevedibile, visto che si tratta di una piattaforma professionale: il consiglio è quindi quello di postare nel corso della giornata lavorativa, poco importa l'ora specifica. Anche il giorno della settimana fa qualche differenza: la rilevazione ha evidenziato una performance inferiore alla media per i post pubblicati il lunedì, il sabato e la domenica, mentre in media il numero di clic ai post è più alto il martedì e il mercoledì.

Quanto postare su LinkedIn?
Non più di una volta al giorno, dice HubSpot. LinkedIn non vuole affollare i feed degli utenti con troppi post di una stessa azienda, e il secondo post della giornata può facilmente “cannibalizzare” la visibilità del primo. Le pagine aziendali con almeno 100 follower totalizzano in genere 2 clic per ognuno dei primi 2 post della settimana, mentre il decimo genera solo 0,5 clic e il tasso di engagement cala ulteriormente per i successivi. I dati suggeriscono quindi di pubblicare da 2 a 5 post la settimana (cioè al massimo un post per giorno lavorativo): con più di 5 post si rischia di ridurre considerevolmente il ritorno sull’investimento effettuato per produrre il contenuto.

FACEBOOK
Anche su Facebook non ci sono orari migliori o peggiori per pubblicare i post, le differenze non sono statisticamente rilevanti e di fatto si può postare in ogni momento. Il monitoraggio di Hubspot indica però un migliore tasso di clic la domenica e una leggera flessione dell’enagagement il venerdì e il sabato.

La frequenza dei post conta
Come LinkedIn, anche Facebook fa in modo di non riempire i feed degli utenti con i post di una stessa azienda, e il secondo post della giornata in genere “oscura” il primo. In più, sostiene HubSpot, se i post sono numerosi ma l’engagement è basso, l’algoritmo di Facebook potrebbe anche “punire” la pagina rendendo i post poco visibili. Le pagine con almeno 100 fan ricevono in media un clic per ognuno dei primi due post, mentre per per ogni post successivo l’interazione continua a calare. La stima di HubSpot è che il numero ottimale di post per avere massima esposizione su Facebook sia fra i 2 e i 5 alla settimana. A meno che i post non ricevano tanti like o commenti (non meno di 5 interazioni): in questo caso Facebook – che guarda soprattutto all’engagement – premierà la pagina, mostrandone più post nei feed degli utenti. Non è facile avere visibilità sulla piattaforma più affollata del pianeta, ma è comunque necessario presidiarla, dice HubSpot. Molte persone (e molte aziende) fanno ricerche su Facebook e una pagina aziendale inattiva non è mai un buon segnale. Inoltre, è più facile che un “buon” post diventi virale su Facebook che non su LinkedIn o Twitter. E la viralità su Facebook porta inevitabilmente grandi numeri.

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