Un'economia più forte alza i prezzi di voli e alberghi: ecco gli aumenti previsti per il 2018 in Italia e nel mondo
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Voli e alberghi più cari ovunque nel mondo e in particolare in Europa, dove l’aumento delle tariffe sarà più significativo. Colpa (o merito) di un’economia globale più forte, che porta con sé non solo un’inflazione crescente e prezzi del petrolio più alti, ma anche l’incremento della domanda, fattore che influenza in modo determinante il prezzo dell’offerta.

Questa, in sintesi, la previsione per l’anno prossimo contenuta nel Global Travel Forecast 2018, lo studio che Carlson Wagonlit Travel ha condotto in collaborazione con la Global Business Travel Association analizzando l’andamento delle tariffe di voli, alberghi e trasporti di terra nei cinque continenti per fornire alle aziende indicatori di riferimento sulla spesa d sostenere per il business travel nel 2018.

I prezzi dei voli
Nonostante si preveda che le compagnie aeree – a livello globale – l’anno prossimo incrementeranno la propria capacità di trasporto del 6%, il prezzo dei voli aumenterà mediamente del 3,5%. Il rincaro sarà evidente soprattutto in Europa occidentale, dove la variazione prevista è del +5,5%, e nell’Europa dell’Est, per la quale si attende un +7,1% spinto anche dai Mondiali di calcio che si giocheranno in Russia e dalla scarsa competizione di mercato in quell’area. Modesto l’aumento atteso in Nord America (+2,3%), dove le restrizioni di viaggio hanno già ridotto il numero di voli in arrivo negli Usa e dove ci si attende che i vettori canadesi aumenteranno la capacità di il 12% nel corso del prossimo anno. Sotto la media anche i rincari previsti per l’area dell’Asia-Pacifico (+2,8%) nonostante la domanda locale in crescita, specialmente in Cina e India.

Le tariffe alberghiere
Le tariffe alberghiere aumenteranno in media del 3,7%, ma con fenomeni molto differenziati nelle diverse regioni del mondo. Anche in questo caso i rincari maggiori sono previsti in Europa, con un +6,3% nell’area occidentale e un +6,6% nella parte orientale del continente. Le tariffe rimarranno stabili in Medio Oriente e Africa, mentre in Asia-Pacifico potrebbero aumentare del 3,5%, spinte in generale dalle forti economie dell’area e dal conseguente aumento della domanda. Le aziende, dice lo studio, devono aspettarsi negoziazioni più sfidanti con le catene alberghiere protagoniste di recenti fusioni, specialmente in città con volumi elevati di incoming quali Bangkok, Pechino, Shanghai e Singapore.

I trasporti di terra
Per i trasporti di terra la previsione è di un incremento minimo delle tariffe, quantificato intorno al +0,6% medio globale. Per l’Europa, dove le ferrovie continuano a costituire una buona alternativa al trasporto aereo, l’attesa è di sostanziale stabilità. Stabili i prezzi anche in Asia-Pacifico, mentre in Nord America ci si aspetta che la scarsa offerta di collegamenti ferroviari, l’aumento del reddito pro-capite e dei viaggi d’affari porteranno a una crescita delle tariffe del noleggio auto, per un rincaro medio dell’1%.

Il focus sull’Italia
In Italia le aziende potranno attendersi un incremento medio delle tariffe aeree pari al 6%: l’aumento più significativo riguarda le tratte domestiche in classe Economy (+7,1%), seguito dalle tratte intercontinentali sia in Economy che in Business (6,1%). Per i collegamenti continentali l’incremento previsto è del 5,6% in Economy e del 4,9% in Business. Anche i prezzi degli alberghi sono in rialzo del 6%, con valori abbastanza omogenei tra le categorie (+5,9% per gli hotel di fascia alta e +6,2% per quelli di fascia media). Stabile invece l’andamento dei prezzi per il trasporto di terra, in linea con gli altri mercati europei.

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