In Italia il turismo vale 70 miliardi di euro e occupa 2,7 milioni di persone: quasi 51 milioni gli arrivi internazionali
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Il turismo come driver economico decisivo per il paese. L’industria turistica italiana vale infatti 70,2 miliardi di euro, cioè il 4,2% del Pli complessivo, cifra che si alza a 172,8 miliardi di euro (il 10,3% del Pil) se si aggiunge anche l’indotto e alla quale si affianca il numero degli occupati, pari a 2,7 milioni di persone.

È quanto emerge dal Rapporto sul turismo 2017 che Unicredit ha prodotto in collaborazione con il Touring Club Italiano e presentato nei giorni scorsi, dove si sottolinea che nel 2016 gli arrivi internazionali hanno toccato quota 50,7 milioni, facendo dell’Italia la quinta destinazione turistica del mondo dopo Francia, Usa, Spagna e Cina, e che la spesa dei visitatori internazionali ha raggiunto la cifra record di 36,4 miliardi di euro.

Ma se il turismo è un asset straordinario, l’Italia procede ancora a due velocità, con il Centro-Nord spedito e il Sud ancora indietro. In termini di presenze, per esempio, il Veneto con 63 milioni è la regione più turistica d’Italia: il numero è tre volte superiore a quello della Campania (19 milioni) e quattro volte più alto di quello della Sicilia (15milioni). Su un flusso annuale di circa 393 milioni di presenze che si registrano nel paese, solo il 19% ha come destinazione una regione del Sud, quota che diminuisce al 14% se si considera in particolare l’incoming dall’estero.

Il Rapporto evidenzia anche la riqualificazione del patrimonio alberghiero in atto nel paese: in 5 anni le strutture a 1 e 2 stelle sono diminuite significativamente (-23% le prime e -13% le seconde), a fronte invence di un incremento degli alberghi a 4 e 5 stelle, rispettivamente a +7% e +15%. Il lieve flessione il numero dei 3 stelle (-1,4%), che continuano comunque a rappresentare il “grosso” dell’alberghiero italiano con una quota del 46% sulle 33mila strutture totali.

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