Un anno di email marketing: le tipologie di messaggi più inviati dalle aziende e i tassi di “redemption” nel B2B e nel B2C
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Chi aveva previsto che sarebbe stato soppiantato da social network e messaggistica istantanea è stato smentito: l’email marketing non solo gode di ottima salute, ma migliora anche le proprie performance, potenziando la capacità “di resa” per le aziende che lo utilizzano.

La panoramica sullo stato dell’email marketing in Italia arriva dall’Osservatorio Statistico di MailUp, uno dei maggiori provider nazionali del servizio, che ha analizzato nel dettaglio i 12,4 miliardi di email inviate nel 2016 per conto dei propri clienti di 28 settori merceologici. In 30 pagine fitte di dati, lo studio riporta i risultati del monitoraggio effettuato sulle 3 principali tipologie di messagginewsletter (contenuti informativi), DEM (contenuti pubblicitari) ed email transazionali (sono quelle inviate in funzione di un’azione dell’utente, per esempio la conferma di un acquisto) – che le aziende hanno inviato a 3 tipi di database: interamente B2B, interamente B2C e misto B2B e B2C.

Aumentano aperture e clic grazie al miglior uso dello strumento
Il primo dato rilevante è che, a parità del numero di email analizzate, nel 2016 sono aumentate sia le aperture totali (+35,7%) sia i clic totali (+36,9%) rispetto all’anno precedente. Merito soprattutto, dice MailUp, dell’adozione da parte delle aziende di buone pratiche di profilazione, segmentazione e automazione degli invii, che portano a comunicazioni sempre più “personalizzate” e quindi rilevanti per i singoli destinatari. E merito anche dalla crescente attenzione a creare messaggi “mobile responsive”, ottimizzati cioè per la lettura anche sui piccoli schermi degli smartphone.

La newsletter è il messaggio più inviato
Le newsletter sono la tipologia di messaggio più utilizzata dalle aziende: costituiscono il 59% degli invii, e sono passate dai 7,2 miliardi del 2015 agli 8,5 miliardi del 2016. Gli indicatori di performance segnalano che all’aumento dei volumi è corrisposto un un lieve miglioramento dei risultati, con tassi medi di apertura del 27% nel B2B, del 26% nei database misti e del 17% nel B2C. I clic si attestano invece al 3% sia nel B2B che nel B2C e al 4% nei database misti.

Meno pubblicità ma di migliore qualità
Le DEM, cioè le email pubblicitarie, hanno registrato una contrazione dei volumi ma un miglioramento dei risultati, segnale anche questo dell’incremento della qualità degli invii. Nel 2016 hanno costituito il 25% degli invii totali, con tassi medi di apertura del 20% nel B2B, del 14% nei dataase misti e del 15% nel B2C. In termini di clic, la media è del 2% sia nel B2B che nel B2C dell’1% nei database misti.

Le email "di servizio" aumentano con l'automazione dei processi
Infine le email transazionali che, proprio perché inviate in funzione di un’azione dell’utente, registrano tassi di apertura molto elevati, pari al 96% nel B2B, al 33% nei database misti e al 27% nel B2C. Questo tipo di messaggi, considerati “di servizio”, costituiscono il 16% del totale invii, con volumi in aumento legati al crescente utilizzo dei processi di automazione. I clic si attestano su una media del 7% nel B2B, del 4% nei database misti e del 5% nel B2C, ma occorre tenere presente che spesso le email transazionali non richiedono clic.

L’Osservatorio Statistico di MailUp con ulteriori dati è disponibile a questo link.

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