La manovra correttiva reintroduce i voucher per le piccole imprese, confermata anche la “tassa Airbnb”
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Approvata dal Senato il 15 giugno con 144 voti favorevoli e 104 contrari, la manovra correttiva da 3,4 miliardi (detta la “manovrina”) è legge. Fra le tante novità che vi sono contenute, anche la reintroduzione dei voucher per le piccole imprese e la tassazione degli affitti brevi.

I voucher sono stati reintrodotti, oltre che per le famiglie, anche per le imprese fino a 5 dipendenti (escluse quelle agricole, edilizie e quelle coinvolte in appalti), che potranno utilizzarli per erogare un massimo complessivo di 5.000 euro in un anno con i nuovi contratti che disciplinano le prestazioni occasionali. Se superano o il limite dei 5.000 euro o le 280 ore di prestazione del singolo lavoratore durante l’anno, interviene l’obbligo dell'assunzione a tempo indeterminato del lavoratore. Un ulteriore limite è dato dal divieto di utilizzo dei voucher per più di 4 ore continuative di lavoro e dal divieto totale se il lavoratore ha avuto un contratto di lavoro con l’impresa nel 6 mesi precedenti. Vige l’obbligo per le imprese di comunicare la prestazione entro unora dall’inizio dell'attività. I lavoratori, invece, non potranno ricevere nell’anno compensi superiori a 5.000 euro e non più di 2.500 euro dallo stesso datore di lavoro.

Per quanto riguarda l’ospitalità non alberghiera, è stata confermata l’istituzione del sostituto d’imposta per gli intermediari immobiliari di affitti inferiori a 30 giorni. Ciò significa che Airbnb e piattaforme omologhe dovranno trattenere da quanto versano ai proprietari delle case la cedolare secca al 21% da inoltrare poi al fisco; se le piattaforme non hanno un’organizzazione stabile e strutturata in Italia dovranno nominare un rappresentante fiscale che operi per loro conto. È stata confermata inoltre l’applicazione della tassa di soggiorno anche alle case private utlizzate per affitti turistici.

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