Quanto guadagnano gli organizzatori di eventi: tutte le variabili che determinano lo stipendio
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Il lavoro piace, ma molti pensano che lo stipendio sia troppo basso. Nonostante quello dell’organizzatore di eventi sia considerato uno dei lavori più stressanti sul mercato, l’87% degli event planner è contento della professione in generale e il 71% lo è del proprio lavoro specifico. Se si parla invece di stipendio, solo il 51% degli organizzatori è soddisfatto di quanto percepisce: il 38% esprime aperta insoddisfazione, anche se il trend dell’anno in corso vede aumenti medi di stipendio superiori a quelli del 2016.

Quanto guadagna chi organizza eventi dipende in effetti da molti fattori: gli anni di esperienza, il ruolo, il tipo di responsabilità, l’organizzazione di cui fa parte (azienda, associazione o agenzia), i titoli professionali: a delineare lo scenario retributivo della categoria nel 2017 è Convene, il magazine dell’americana PCMA (Professional Convention Management Association), che ha pubblicato una Salary Survey basata su interviste a più di 800 event planner di aziende, associazioni e agenzie. L’indagine è relativa al mercato degli eventi americano, che per struttura e dimensione differisce non poco da quello italiano; tuttavia, i dati che presenta possono costituire un utile termine di paragone per gli organizzatori italiani.

La retribuzione media e i termini del confronto con l’Italia
Nel 2017, rileva dunque l’indagine, lo stipendio medio di un event planner è negli Stati Uniti di 81.977 dollari lordi l’anno, cioè 72.774 euro. Il confronto da fare non è però con il lordo annuo italiano (la retribuzione lorda americana comprende infatti i contributi previdenziali, sanitari e assicurativi che in Italia sono a carico dell’azienda), bensì con il costo aziendale complessivo di un dipendente italiano. Detto questo, è bene specificare che il campione indagato da Convene si compone all’80% da figure manageriali (solo al 20% da coordinatori e altre figure) e al 61% da professionisti con più di 10 anni di esperienza sul campo. Per comodità dei lettori riportiamo i valori economici tradotti in euro al cambio corrente.

Il datore di lavoro che paga di più e le variabili dello stipendio
La retribuzione più alta è quella degli event planner d’azienda: in ambito corporate lo stipendio medio è di 75.000 euro, contro i 68.538 euro di chi lavora nelle associazioni, i 62.142 percepiti da chi organizza eventi in ambito istituzionale/governativo e i 72.745 che vanno ai planner cosiddetti indipendenti, incluso chi lavora in agenzia. Un dato interessante è che lo stipendio ha diverse componenti: il 37% del campione ha dichiarato che in parte dipende dal numero di eventi gestiti nell’anno, il 23% dalla dimensione dell’evento più grande gestito, il 20% dal numero di persone che coordina e il 16% dal raggiungimento degli obiettivi dell’evento.

Il peso dell’esperienza
Gli anni di esperienza ovviamente contano molto nella determinazione dello stipendio: mediamente chi ha 1-3 anni di esperienza percepisce l’equivalente italiano di un costo aziendale di 45.944 euro l’anno; con 6-8 anni di esperienza si sale a 62.120 euro e con più di 10 a una media di 82.163 euro costo-azienda annuo.

Quanto sono aumentati stipendio e responsabilità
Il 75% degli event planner intervistati ha percepito un aumento di stipendio negli ultimi 12 mesi, per un incremento medio della retribuzione del 6,35%, superiore di due punti percentuale rispetto a quello dello scorso anno. Tuttavia, evidenzia l’indagine, per la maggior parte degli organizzatori (il 69%) l’aumento rientra nell’ambito degli scatti salariali periodici, e solo il 18% ha ricevuto una promozione con conseguente aumento di stipendio. Per contro, il 23% degli intervistati ha segnalato di non avere ricevuto aumenti e il 2% di avere subìto invece un taglio retributivo. Al 67% degli organizzatori quest’anno sono però stati attribuiti compiti e responsabilità aggiuntivi senza, nel 75% dei casi, un adeguamento della retribuzione.

Le ore di lavoro e i costi dell’aggiornamento
Il tema della soddisfazione per lo stipendio è legato anche all’effettivo impegno che il lavoro richiede: il 56% degli organizzatori intervistati lavora fino a 50 ora la settimana, il 19% fino a 60 ore e il 6% dedica al lavoro più di 60 ore la settimana. Il lato positivo è che per i tre quarti degli intervistati il datore di lavoro si accolla i costi dell’aggiornamento professionale, spesando la partecipazione regolare a eventi, convegni o corsi di formazione.

La certificazione professionale fa la differenza
Negli Stati Uniti è molto diffusa la consuetudine di conseguire le certificazioni specifiche per la professione di organizzatore di eventi: il 90% degli intervistati da Convene ha infatti conseguito la certificazione CMP (Certified Meeting Professional), il 7% la CMM (Certification in Meeting Management) e il 5% la CAE (Certified Association Executive). E il titolo professionale pesa anche a livello di stipendio: chi ha una CMP, per esempio, guadagna in media 9.300 euro l’anno più dei colleghi che non l’hanno conseguita.

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