Twitter è il social più usato dai leader mondiali: Papa Francesco è il più seguito, il re saudita il più efficace e Donald Trump fa scuola
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Sarà la brevità dei tweet, sarà l’immediatezza della piattaforma, fatto sta che Twitter è il social network più utilizzato da capi di Stato, governi e ministri degli esteri di tutto il mondo. Sul social di microblogging hanno account i leader di 178 paesi del mondo (cioè il 92% dei membri delle Nazioni Unite), mentre su Facebook, che si posiziona al secondo posto, gestiscono una loro pagina ufficiale 169 governi.

Il leader più seguito su Twitter è Papa Francesco: sommando i follower dei suoi 9 profili, uno per ogni lingua, si raggiunge quota 33.716.301. Donald Trump è secondo con 30.133.036 follower, seguito dal primo ministro indiano Narendra Modi che ne ha 30.058.659. Se si considera invece l’efficacia dell’attività (cioè il numero di “retweet”) il primo posto va al re saudita Salman: nell’ultimo anno ha twittato solo 10 volte, ma per ogni tweet ha ottenuto una media di 147.456 retweet. Al secondo posto il molto più prolifico Donald Trump, con una media di 13.094 retweet, e poi Papa Francesco con 10.337.

Il monitoraggio è della società di comunicazione Burson-Marsteller, che nello studio annuale Twiplomacy analizza come leader, governi e organizzazioni internazionali utilizzano i social media. Il vero “caso”, emerge dallo studio, è quello di Donald Trump, che appartiene a quella ristretta cerchia di leader che gestiscono autonomamente il proprio account Twitter. I suoi tweet hanno generato oltre 166 milioni di interazioni (“mi piace” e “retweet”) solamente negli ultimi 12 mesi, e l’uso poco ortodosso che fa della piattforma ha lasciato molti leader mondiali con il dubbio su quale fosse il modo migliore per interagire con il suo account.

“Nel mondo della politica e della diplomazia i social media sono utilizzati in modi sorprendenti e inattesi” commenta Don Baer, Presidente Worldwide e CEO di Burson-Marsteller. “Con il presidente degli Stati Uniti che bypassa i tradizionali canali per comunicare direttamente con i suoi sostenitori e detrattori”, commenta il presidente di Burson-Marsteller Don Baer, “possiamo aspettarci che sempre più persone che occupano posizioni di potere inizieranno ad adottare questa pratica”.

Lo studio, che evidenzia un utilizzo dinamico e in forte evoluzione dei social da parte dei leader mondiali – con l’obiettivo di raggiungere obiettivi politici – ha rilevato inoltre che il numero di governi che usano Periscope è raddoppiato nel corso dell’ultimo anno: la app di Twitter per lo streaming video è diventata infatti anche una modalità a basso costo per trasmettere le conferenze stampa in diretta.

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