La second hand economy vale 19 miliardi ed elimina 6 milioni di tonnellate di CO2: il mercato del riuso cresce sui canali online
A
È una declinazione dell’economia circolare, e ogni anno evita, solo in Italia, l’immissione nell’atmosfera di 6,1 milioni di tonnellate di anidride carbonica, a tutto vantaggio della salute del pianeta e delle generazioni future. La second hand economy, cioè la compravendita dell’usato, è un mercato che in Italia vale oggi 19 miliardi di euro – pari a un punto percentuale di Pil – e che cresce in particolare sul web, dove nel 2016 ha generato transazioni per 7,1 miliardi, 300 milioni più dell’anno precedente.

Il 15% degli italiani è attivo sul mercato online del riuso, che è trainato dalla categoria motori (5 miliardi di euro), dai prodotti per la casa e la persona (984 milioni), dall’elettronica (647 milioni) e dal settore sport e tempo libero (465 milioni). E ogni volta che viene acquistato o venduto usato si evita di produrre un oggetto nuovo e quindi di immettere altra anidride carbonica nell’atmosfera, producendo il benefico “second hand effect”.

A fornire i numeri del fenomeno è Schibsted Media Group, multinazionale norvegese del riuso presente in Italia con la piattaforma Subito.it. I 6,1 milioni di tonnellate di anidride carbonica “risparmiati” nel 2016 dagli 8 milioni di utenti italiani della piattaforma sono equivalenti, dice l’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale che ha fatto il calcolo, a tutto il traffico di Roma per 18 mesi o a quello di Milano per 42 mesi, a 6,4 milioni di voli andata/ritorno Milano-New York, alla produzione di 101,5 milioni di iPhone, 23 milioni di laptop, 182,8 milioni di paia di jeans o un milione di Volkswagen Golf.

“Sempre più persone sono oggi consapevoli dei cambiamenti climatici e la second hand economy sta diventando un vero e proprio stile di vita” commenta Melany Libraro, CEO di Subito. “Sia che i nostri utenti siano spinti da ragioni sociali, dal risparmio economico o ancora dalla passione per il vintage, il risultato è ciò che conta: il riutilizzo contribuisce a ridurre l’impatto ambientale”.

A livello internazionale Schibsted Media Group ha calcolato il risparmio di emissioni derivante dalla compravendita di beni usati anche sulle altre 7 piattaforme nei paesi in cui il gruppo è presente: il totale è di 16,3 milioni di tonnellate, cioè l’equivalente di 6 anni a Parigi senza traffico, di 1.440 voli intorno al mondo a bordo dell’aereo più grande, o delle emissioni annue di 1,8 milioni di europei.

Commenta su Facebook

Altro su...

CSR