Due anni di Food for Good: con l’iniziativa di Federcongressi contro lo spreco alimentare negli eventi recuperati 57mila piatti pronti
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Food for Good compie due anni, e Federcongressi&eventi annuncia che dall’avvio dell’iniziativa sono stati recuperati da 120 congressi e convention ben 57mila piatti pronti e 3.700 chili di pane e frutta che sono stati donati a case famiglia, mense per i poveri e centri per i rifugiati per essere destinati a persone in stato di bisogno alimentare.

Il progetto per il recupero del cibo non consumato durante gli eventi è stato intrapreso da Federcongressi&eventi in collaborazione le onlus Banco Alimentare ed Equoevento: “Food for Good è nato dalla volontà di rispondere al bisogno crescente di bambini, adulti e intere famiglie in stato di difficoltà alimentare” dice Gabriella Ghigi, responsabile Federcongressi&eventi del progetto. “Siamo soddisfatti del risultato raggiunto, ma vogliamo ampliare la diffusione di Food for Good. In Italia si realizzano ogni anno oltre 392mila eventi per un totale di quasi 26 milioni di partecipanti ed è facile quindi intuire che la quantità del cibo di qualità che potrebbe essere recuperato è davvero importante: se tutti gli organizzatori di eventi partecipassero al progetto si potrebbero ritirare e redistribuire quasi 5 milioni di piatti pronti e più di 52 tonnellate di pane e frutta”.

Aderire all’iniziativa, e fare in modo che il cibo in eccesso cucinato per gli eventi non vada a finire nella spazzatura è semplice e non costa niente: è sufficiente avvertire dell’evento la segreteria di Federcongressi&eventi, la quale mette in contatto la società di catering con la onlus più vicina affinché questa provveda al recupero del cibo in tempi rapidi e in conformità alle norme di sicurezza alimentare.

“L’iniziativa ha un obiettivo sociale, ma anche ricadute positive per le agenzie che organizzano eventi, le location che li ospitano e i committenti degli eventi stessi”, aggiunge Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi. “Per agenzie e location aderire a Food for Good significa sposare un progetto di responsabilità sociale che ne rafforza il valore di brand, mentre per i clienti è un’occasione per comunicare a partecipanti, media e stakeholder il proprio impegno contro lo spreco alimentare, tema sul quale l’intera società è sempre più sensibile e attenta”.

Al recupero del cibo possono dare un contributo significativo anche gli chef, privilegiando la preparazione di piatti capaci di “resistere” al deterioramento: “Ci auguriamo”, conclude Gabriella Ghigi, “che siano tanti gli chef pronti a seguire l’esempio di Cristian Pratelli, l’executive chef del catering riminese Summertrade che ha creato il ‘second life menu”, un menù studiato appositamente per gli eventi (consultabile a questo link) che fa uso degli ingredienti più indicati per rimanere edibili in sicurezza anche dopo il tempo necessario al recupero e alla donazione”.

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