Quanto guadagnano gli italiani: stipendi a +2,1%, siamo al nono posto fra i paesi dell’eurozona
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Il dato complessivo è sicuramente positivo: nel 2016 lo stipendio degli italiani è aumentato del 2,1% rispetto al 2015, aumento non banale se si tiene conto che nei due anni precedenti l’incremento si era limitato a un magro 0,1%. Si parla di retribuzione annua lorda, naturalmente, e di lavoro dipendente, e a beneficiare dell’aumento sono stati tutti i livelli di inquadramento tranne i dirigenti, che hanno invece visto lo stipendio ridursi del 2,9%.

Lo stipendio medio italiano e il confronto europeo
A fotografare lo scenario retributivo italiano è l’Osservatorio JobPricing, che ha monitorato 310mila profili di lavoratori impiegati in aziende private rilevando che nel 2016, a livello nazionale, lo stipendio medio lordo annuo è stato di 29.309 euro. Il dato colloca l’Italia al nono posto fra i paesi dell’eurozona, dietro alle maggiori economie del continente. Primo paese per entità di stipendi è il Lussemburgo, con una media di 55.553 euro, seguito da Olanda (49.235) e Germania (47.042). Prima dell’Italia ci sono anche Belgio, Finlandia, Austria, Francia (al settimo posto con 37.792 euro) e Irlanda.

La retribuzione per livello di inquadramento
In Italia la distribuzione del reddito è concentrata verso la fascia retributiva più bassa, osserva JobPricing: quasi la metà dei dipendenti percepisce fra i 23mila e i 31mila euro lordi, con solo il 6,9% che guadagna più di 40mila euro e solo l’1% che supera i 100mila annui. Il livello più alto è quello dei dirigenti, con 101.224 euro; per i quadri la retribuzione è di 53.779 euro e per gli impiegati la media è di 30.894, con gli operai che chiudono a 24.608. Il divario che ne risulta è elevato: un manager guadagna 4 volte più grande di un operaio, oltre 3 volte un impiegato e circa 2 volte un quadro. Un amministratore delegato, segnala JobPricing, ha una retribuzione pari a 10 volte quella di un operaio.

Le dimensioni aziendali e il divario geografico
A determinare l’entità dello stipendio è in primis la dimensione aziendale, visto che chi lavora in un’azienda con più di mille dipendenti percepisce in media il 44% in più di chi lavora in una realtà con meno di 10 dipendenti (37.089 euro contro 25.797). Ma conta anche l’ubicazione geografica, perché al Nord (30.541 euro) si guadagna il 7% più che nel Centro (28.564 euro) e il 16,6% più che al Sud (26.190 euro). Questo non solo a causa dell’eterno divario economico, che peraltro si sta riducendo, fra settentrione e meridione, ma anche perché al Nord c’è una maggiore concentrazione di grandi aziende e di multinazionali, più domanda di figure manageriali e con competenze elevate e un costo della vita generalmente più alto.

Quanto contano genere, generazione e titolo di studio
Permane in Italia anche un altro eterno divario, quello di genere: gli uomini (30.676 euro) percepiscono in media il 12,7% più delle donne (27.228 euro), con il gap maggiore rilevabile a livello impiegatizio. E i giovani che entrano nel mondo del lavoro guadagnano significativamente meno (il 64%) di chi è al termine della carriera: la retribuzione media di chi ha meno di 24 anni è 21.661 euro, contro i 35.595 dei 65enni. Conta anche il titolo di studio, perché un laureato ha uno stipendio più alto del 43% rispetto a chi non ha titolo accademico. I due estremi della scala retributiva vanno dai 25.213 euro percepiti da chi ha solo la scuola dell’obbligo ai 47.170 di chi ha conseguito un dottorato di ricerca.

I settori meglio retribuiti: turismo e hotellerie sotto la media nazionale
In termini di settori è quello bancario e finanziario a vantare le retribuzioni più alte (41.990 euro in media), seguito quello farmaceutico e delle biotecnologie e dell’ingegneristico, tutti comparti dove c’è forte domanda di profili ad alta competenza e specializzazione. Nel 2016, osserva tuttavia JobPricing, gli stipendi sono calati solo in 5 settori, uno dei quali è proprio il farmaceutico; gli altri sono telecomunicazioni, assicurazioni, agricoltura e cemento/laterizi. I rialzi più consistenti si sono avuti nel comparto chimico (+4%), nell’edilizia (3,3%) e nel settore moda e lusso (3,2%). Hotellerie e ristorazione hanno registrato un incremento retributivo del 2,6%, con uno stipendio medio che si attesta a 23.022 euro. Per chi lavora nel turismo e nel travel (stipendio medio 26.967 euro) l’incremento è stato solo dello 0,2%, mentre nel comparto servizi alle imprese, dove il lordo annuo è 28.416 euro, l’incremento è stato del 2,4%. Infine il mondo della comunicazione e del web: il rialzo è stato dello 0,2% e la media retributiva di settore è oggi pari a 32.174 euro.

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