L’Italia aumenta gli investimenti in ricerca e sviluppo e sale nella classifica europea per potenziale di innovazione
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L’Italia sembra aver intrapreso il cammino per promuovere e generare innovazione. Lo scorso anno gli investimenti a sostegno di ricerca e sviluppo sono infatti aumentati – modestamente ma costantemente – di trimestre in trimestre, dando vita a un trend che ha le potenzialità per continuare e crescere anche quest’anno.

A rilevare i passi in avanti è Assirm, l’associazione delle aziende di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale che ha comparato il potenziale di innovazione dell’Italia con quello di altri 10 paesi europei: Austria, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Spagna e Svezia.

Il parametro utilizzato per fare il confronto è stato l’Innovation Index, l’indicatore di Assirm che, realizzato analizzando database pubblici e studi di settore, valuta la condizione sociale ed economica dei paesi sulla base di 3 elementi: l’insieme delle caratteristiche macro-economiche, il clima emotivo e il sentiment dei consumatori e delle imprese in un dato momento storico e il livello di investimenti in ricerca e sviluppo.

Lo studio relativo al terzo trimestre del 2016 dimostra che l’indice del potenziale di innovazione dell’Italia è cresciuto dello 0,6%, proseguendo il segnale di ripresa del trimestre precedente che aveva registrato un aumento dello 0,3%. Come è evidente dai numeri, sottolinea Assirm, non siamo di fronte a una rivoluzione epocale, ma a una presa di consapevolezza che dovrebbe permettere all’Italia di recuperare terreno nei confronti delle altre nazioni. La classifica che analizza le variazioni della spinta innovativa degli 11 paesi europei nel periodo 2015-2016 fa infatti salire l’Italia dall’ottavo al settimo posto con un indice del 2,5% e riserva alcune sorprese.

Il paese più lanciato sul fronte dell’innovazione, con un indice del 5,4%, è la Spagna, che fa così retrocedere al secondo posto l’Olanda. La vera sorpresa è però quella del terzo posto: ad aggiudicarselo rimontando dalla nona posizione è il Portogallo, che riesce così a superare anche un paese storicamente innovatore come la Svezia, al quarto posto.

Nella parte centrale della classifica Germania e Repubblica Ceca precedono l’Italia, che batte sia la Francia sia il Regno Unito, paese dalla pluriennale propensione all'innovazione che oggi deve però affrontare le incertezze della Brexit.

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