Turismo, il 2016 anno record con 1,23 miliardi di arrivi internazionali: metà dei viaggiatori è andata in Europa
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Il turismo è uno dei pochi settori che a livello globale sembra non conoscere crisi, perlomeno non negli ultimi anni e nonostante le crescenti sfide poste dalla sicurezza. Il 2016 è stato un anno record in termini di arrivi internazionali nel mondo: 1,235 miliardi, con un incremento del 3,9% (cioè 46 milioni di viaggiatori in più) rispetto all’anno precedente.

I dati sono quelli consuntivi dell’UNWTO, l’organizzazione mondiale del turismo, la quale sottolinea che il 2016 è stato il settimo anno di crescita consecutiva per il settore dopo la crisi economica globale del 2009. Per trovare un periodo di crescita egualmente sostenuta occorre tornare indietro agli anni ’60, gli albori del turismo di massa, fino al record pre-crisi del 2008, quando comunque i viaggiatori internazionali erano stati 300 milioni meno di quelli attuali.

In numeri assoluti, il primato degli arrivi spetta all’Europa, meta nel 2016 di 620 milioni di turisti internazionali, poco più della metà del totale. La percentuale di crescita è però bassa (2%), pur con significative differenze fra le diverse aree del continente: bene nord Europa (+6%) ed Europa centrale (+4%), crescita modesta nell’Europa mediterranea (+1%) e crescita zero in Europa occidentale.

Il maggiore incremento di arrivi (+8%) si è registrato in Asia-Pacifico, grazie a una domanda prevalentemente regionale che ha portato nell’area 303 milioni di turisti, e in Africa (+8%), dove però il numero di arrivi internazionali si è fermato a 58 milioni. Il continente americano ha registrato un incremento del 4% (la crescita maggiore nel centro e sud America), per complessivi 201 milioni di visitatori. In calo del 4% la regione del Medio Oriente, con performance diversificate a seconda dei paesi per complessivi 54 milioni di arrivi.

Le previsioni dell’UNWTO per il 2017 continuano a essere positive, e la stima è di un incremento degli arrivi in linea con quello degli ultimi anni, cioè fra il 3 e il 4%.

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