Team building: le aspettative delle aziende e il rischio dell'effetto boomerang
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Non tutto ciò che i dipendenti di un’azienda fanno suddivisi in squadre è team building. Il team building è uno strumento ben preciso, il cui scopo è aiutare le persone a lavorare insieme per ottenere risultati di business. Il potenziale dello strumento è alto, perché può aiutare le aziende a trovare nuove soluzioni alle sfide del mercato, generare idee per nuovi prodotti e servizi, risolvere i conflitti, migliorare la comunicazione, unire team diversi per perseguire un obiettivo comune, ma la sua definizione si è ormai talmente ampliata a comprendere quasi ogni genere di attività in gruppi che il rischio dell’effetto boomerang (poca efficacia e conseguente taglio di budget) è concreto.

Lo dice Anne Thornley-Brown, presidente della società di consulenza canadese Executive Oasis International, che sul proprio blog analizza l’attuale situazione del “comparto team building”, spiegando quali ne sono oggi i trend di utilizzo da parte delle aziende e quali gli obiettivi che chi progetta programmi di team building è chiamato a perseguire. Ecco i punti salienti.

Strumenti per affrontare incertezza e cambiamento
In un’economia globale ad alto tasso di turbolenza, le aziende hanno capito che devono dare ai propri dipendenti strumenti e strategie che li rendano capaci di individuare i trend di mercato, affrontare e gestire il cambiamento, operare efficacemente anche in contesti di instabilità e incertezza. In questo caso, sostiene Anne Thornley-Brown, il team building può essere strutturato con progetti reali per stimolare la squadra a produrre risultati in tempi stretti, oppure con esercizi che insegnano come collegare informazioni specifiche per individuare tendenze generali. L’importante è che l’attività sia pertinente con l’obiettivo e con la situazione specifica dell'azienda.

Attività al servizio dell’azienda
Quella di usare il team building come mezzo per produrre qualcosa che poi l’azienda può utilizzare è una tendenza che sta prendendo piede, soprattutto con attività legate al marketing o all’acquisizione di nuovi clienti. Alcuni esempi sono le attività dove i partecipanti al team building devono progettare campagne di marketing virale, oppure lanciare eventi di guerrilla marketing, o ancora produrre video che possono poi essere usati per l’attività social. In genere, dice la Thornley-Brown, queste attività sono divertenti ed efficaci, e danno all’azienda la misura concreta del risultato raggiunto.

Progetti di lungo termine
Organizzare un’attività di team building una volta l’anno non porta a risultati duraturi, e molte aziende se ne stanno rendendo conto. Emerge quindi un trend di lavoro di lungo termine, dove i consulenti o le agenzie specializzate vengono incaricati di “affiancare” l’azienda ed entrare tempestivamente in azione con progetti mirati per affrontare i temi e le esigenze di business specifiche nel momento in cui si presentano.

Il valore della responsabilità sociale
Molte aziende includono nei programmi di team building per i dipendenti, ma anche in quelli dei retreat per manager ed executive, una componente di responsabilità sociale, con attività di volontariato o progetti legati a iniziative non profit. È un modo efficace non solo per fare lavorare insieme la squadra, ma anche per trasmettere alle persone l’importanza del fatto che le aziende “restituiscano” qualcosa alle comunità e alla società.

Le attività ricreative non sono team building
Le aziende tendono ormai a considerare team building tutte le attività cui le persone partecipano in squadre, ma la verità, dice Anne Thornley-Brown, è che molte sono semplici attività ricreative. Attività artistiche o estreme fini a se stesse, per esempio, possono essere divertenti, ma non sostituiscono il team building vero e proprio, che è invece uno strumento per aiutare le persone a lavorare insieme per ottenere specifici risultati di business e ad acquisire strumenti da applicare concretamente al proprio ambito lavorativo. Quello delle “attività ricreative”, sostiene la Thornley-Brown, è un trend in ascesa cui fare attenzione, perché se l’investimento non porta risultati il rischio è che le aziende eliminino il team building dai propri budget. Ai professionisti della specialità, dunque, il compito di guidare i clienti verso processi strutturati, contestualizzati ed elaborati su misura.

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