Il Piano Strategico del Turismo presentato in Consiglio dei Ministri: 4 i macro obiettivi per 52 linee di intervento
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Dario Franceschini, riconfermato ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, ha presentato venerdì al Consiglio dei Ministri il Piano Strategico del Turismo 2017-2022: si tratta di 100 pagine dove sono delineate le priorità dei prossimi 6 anni per valorizzare un settore che vale 171 miliardi di euro attraverso 4 obiettivi fondamentali: diversificare l’offerta turistica, innovare il marketing del brand Italia, accrescere la competitività e migliorare la governance del settore.

Il Piano, nato dal confronto tra ministeri, Regioni, Anci, sindacati e associazioni di categoria, è frutto di un processo di partecipazione e condivisione avviato con gli Stati Generali del Turismo e costruito anche con l’utilizzo di strumenti digitali: già approvato dal Comitato Permanente per la promozione del turismo in seduta plenaria e dalla Conferenza Stato-Regioni, sarà ora trasmesso alle commissioni parlamentari di Camera e Senato per il relativo parere.

“È un documento di svolta che rafforza l’idea dell’Italia come museo diffuso e individua nel turismo, sostenibile e di qualità, uno strumento di policy per il benessere economico e sociale di tutti” ha sottolineato Franceschini. “Nel 2016 gli arrivi internazionali sono cresciuti del 4,3% e anche per il 2017 si conferma un trend di crescita superiore al 4%: la previsione a fine anno degli arrivi internazionali nel 2016 è abbondantemente superiore ai 60 milioni” ha dichiarato il ministro. “Il Piano permette di delineare le azioni concrete per governare in maniera intelligente e sostenibile la crescita del turismo in Italia nei prossimi anni”.

Articolato in 13 obiettivi specifici e 52 linee di intervento basate sui principi di sostenibilità, innovazione e accessibilità, il Piano si focalizza su molteplici aspetti, fra cui rivoluzione digitale, adeguamento della rete infrastrutturale, riduzione degli oneri burocratici e fiscali, miglioramento della quantità e qualità dell’occupazione, semplificazione del sistema normativo e diversificazione delle mete turistiche per indirizzare i flussi turistici verso territori ricchi di potenzialità ancora inespresse.

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