Le 8 città del mondo sotto i riflettori nel 2016: l’influenza di eventi e avvenimenti sui prezzi degli alberghi
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L’anno che sta per chiudersi è stato denso di grandi eventi e di avvenimenti, non sempre di segno positivo, che hanno avuto un significativo impatto sulle città che ne sono state teatro, anche a livello turistico. E per quanto riguarda lo specifico alberghiero, l’Hotel Price Index di Trivago fa il punto sull’andamento delle tariffe 2016, rispetto a quelle del 2015, nelle 8 città che per diverse ragioni sono state sotto i riflettori internazionali.

Due le città italiane prese in considerazione dal report: la Milano del post Expo e la Roma del Giubileo. A Milano i prezzi degli alberghi sono diminuiti mediamente del 30%, anche se, sottolinea Trivago, più che di flessione bisognerebbe parlare di ritorno alla normalità: nel 2015 l’effetto Expo aveva infatti fatto schizzare le tariffe verso l’alto, arrivando a toccare anche la media di 240 euro a notte nell’ultimo mese di evento. Diverso il caso di Roma, dove il Giubileo si è rivelato un’occasione mancata per gli albergatori. Gli oltre 20 milioni di pellegrini hanno fatto “toccata e fuga” nella capitale o puntato su soluzioni ricettive low cost. Il risultato è che le tariffe alberghiere anziché salire sono calate mediamente del 17%, con picchi del -23% e -22% tra maggio e giugno.

In Europa il focus è sulle città colpite dagli attentati terroristici: Parigi ha avuto un trend negativo medio del -16% per tutto l’anno, tirando un po’ il fiato solo nel mese di giugno quando gli Europei di calcio hanno contenuto il calo nell’ordine del -8%. L’effetto benefico dell’evento sportivo si è fatto sentire anche a Nizza, dove però l’attentato di metà luglio ha fatto scendere sempre più i prezzi degli alberghi, arrivando al -20% di settembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ribassi nelle tariffe anche per Bruxelles, con un calo medio del 7%. La capitale belga, colpita dal terrorismo nel mese di marzo, ha visto abbassarsi i prezzi soprattutto nei mesi tradizionalmente di alta stagione come giugno, settembre e novembre, con decrementi rispettivamente del 13%, 22% e del 15%.

Discorso a parte per le città del Regno Unito, dove i prezzo degli alberghi sono sì diminuiti, ma per ragioni "endogene". La svalutazione della sterlina successiva al referendum che ha deciso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha fatto scendere le tariffe del 20% a Londra, del 10% a Brighton, Edimburgo e Liverpool e del 3% a Manchester.

Fuori dai confini europei, Rio de Janeiro non ha tratto grandi benefici dall’aver ospitato le Olimpiadi 2016. Nella metropoli brasiliana le tariffe alberghiere sono aumentate – e ben del 36% – solo in agosto, il mese in cui si sono svolti i Giochi, ma nell’arco dell’anno sono state complessivamente inferiori del 13% rispetto al 2015. Crollo dei prezzi a Istanbul, dove a causa degli attentati terroristici e dell’instabilità politica, nel 2016 si è speso per una camera il 34% meno dell’anno scorso. Il mese più critico è stato quello del fallito golpe: a maggio il prezzo medio per camera è sceso dai 130 ai 45 euro.

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