Digitalizzare la promozione dell'Italia: da Firenze le 10 azioni prioritarie da inserire nel Piano strategico del turismo
A
Digitalizzare la promozione turistica per recuperare competitività sul mercato globale: questo l’assunto da cui ha preso le mosse Ecosistemi Digitali, l’evento che si è svolto la scorsa settimana a Firenze con la partecipazione di 100 esperti di turismo, comunicazione e marketing online e l’obiettivo di definire le azioni prioritarie da inserire nel Piano Strategico per il Turismo 2017-2020 per realizzarne gli aspetti digitali e rilanciare la destinazione Italia.

Promosso dal Ministero dei Beni culturali e turismo, dal Ministero allo Sviluppo economico e dalle Regioni italiane, e sviluppato con la Regione Toscana e con Toscana Promozione Turistica, l’evento si è articolato il 12 tavoli di confronto su 3 temi chiave (il digitale e gli ecosistemi turistici digitali; i big data e l’intelligenza artificiale; la co-creazione della strategia di promozione turistica digitale) che hanno prodotto un elenco di 36 interventi ad alta fattibilità che possono essere messi in atto fin da subito come parte integrante del piano attuativo del Mibact per il 2017.

Ecco, fra le 36 azioni identificate dal panel di esperti, le 10 ritenute prioritarie per la digitalizzazione del turismo italiano:

1. Definire e condividere una policy nazionale di gestione degli open data, attraverso la mappatura e il confronto delle banche dati della pubblica amministrazione, la definizione degli standard tecnici-qualitativi dei dati e la scelta, oltre che la pubblicazione, dei dati in un’ottica user-friendly.

2. Costruire banche dati fruibili tra i vari attori territoriali, con indicazioni di accessibilità alle banche dati e individuazione di standard di condivisione (ad esempio, informazioni di geo localizzazione e nomenclatura delle strutture).

3. Realizzare uno strumento per la condivisione delle buone pratiche, ma anche di progetti, informazioni, opportunità e risorse a supporto di tutti gli operatori del settore turistico.

4. Ridefinire standard comuni rispetto ai servizi e alle risorse turistiche (in termini di ospitalità, guide, ecc), rendendo omogenee norme, regole, processi di catalogazione delle informazioni e restituzione dei dati a fini turistici.

5. Creare un kit di strumenti digitali open-source per la valutazione, misurazione, comparazione e interpretazione di elementi quali sentiment, reputation e trend, con l’obiettivo di pianificare politiche turistiche efficaci e definire l’identità digitale delle destinazioni.

6. Sviluppare un sistema di cittadinanza turistica digitale per consentire al turista di entrare in un ecosistema di servizi generando una banca dati open-source, cui associare poi un sistema di analisi predittive associato all’esperienza digitale del turista.

7. Realizzare un’analisi predittiva della domanda con contributi da parte dei territori in riferimento a sentiment, spesa, comportamenti, flussi e business intelligence per capire le nuove dinamiche del turismo aggregando tutti i dati, pubblici e privati, in tempo reale.  

8. Creare un mega-wall per lo storytelling distribuito su più livelli: dai grandi testimonial e ambassador alla cittadinanza attiva, passando per i visitatori stranieri. Il mega-wall deve essere navigabile attraverso filtri e tag da parte del turista che cerca spunti in base ai suoi interessi e alle sue passioni.

9. Presidiare il sistema di narrazione del territorio (enogastronomia, location cinematografiche, turismo religioso, ecc) mediante la creazione di un social media team diffuso.

10. Creare una piattaforma che permetta di convogliare i contributi e di co-costruire una strategia narrativa della destinazione turistica declinata per temi, persone, interessi e canali social.

Queste azioni contribuirebbero a colmare il gap infrastrutturale che oggi pesa sullo sviluppo del turismo online in Italia, superando la forte frammentazione dei dati che lo caratterizza e penalizza: secondo Phocuswright, infatti, in Italia la quota delle prenotazioni online rappresenta il 35% del mercato, mentre a livello europeo è già al 45%.

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