Effetto benefit: perché le aziende che investono nei dipendenti sono più competitive
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La correlazione diretta fra benessere sul posto di lavoro e incremento della produttività è cosa nota: chi “sta bene” nel proprio impiego è più motivato e lavora meglio. E le aziende che investono nei dipendenti sono più competitive, riducono i costi e nel 2017 cresceranno più della media. A mettere nero su bianco numeri e dati è Zurich, che nel report Creare valore con gli employee benefit ha analizzato gli effetti degli investimenti in benefit per i dipendenti sul profitto e la competitività di 175 aziende italiane con più di 100 dipendenti.

I benefit, dice Zurich, contribuiscono a sviluppare nei dipendenti un maggior senso di appartenenza all’azienda, migliorano l’ambiente di lavoro e sono una leva per attrarre i migliori talenti. L’84% delle imprese che ha implementato un sistema di benefit registra un buon clima aziendale, contro il 69% delle aziende che non investe nei dipendenti. E quasi la medesima differenza di percezione si registra in tema di appartenenza all’azienda (14 punti di differenza), riduzione del turnover del personale (12 punti), attrattività verso i talenti (10 punti).

Il sentiment dei dipendenti verso l’azienda si traduce in risultati economici: il 37% delle aziende che erogano benefit ha riscontrato un aumento della produttività e il 41% prevede un 2017 in crescita, a fronte del 37% di quelle che non li concedono. Significativo inoltre il confronto fra le aziende che hanno un sistema di welfare da più di 6 anni e quelle che se ne sono dotate da meno di 5 anni: fra le prime, il 65% si aspetta un 2017 di crescita economica, mentre fra le seconde solo il 35% fa previsioni positive. La ricerca indica anche la stretta correlazione fra l’ammontare dell’investimento in welfare e la riduzione del turnover, con il conseguente abbattimento dei costi per la ricerca, selezione e formazione di nuovo personale.

In Italia, ha rilevato Zurich, solo il 40% delle aziende offre ai dipendenti servizi e prestazioni integrativi rispetto a quelli previsti dai contratti di categoria; lo fanno in prevalenza le aziende del Nord, e in percentuale superiore le aziende con più di 500 dipendenti. Ma quali sono, alla fin fine, i benefit più concessi? Quelli legati alla prestazione lavorativa (ticket pasto, telefoni e auto aziendali) sono i principali e più tradizionali; i servizi assicurativi, sanitari e di previdenza integrativa sono i più diffusi fra quelli non tradizionali, anche se nella maggioranza dei casi sono frutto dell’applicazione dei contratti di categoria. Ancora poco diffusi i servizi per l’istruzione e la cura dei figli, presenti in media solamente nel 21,1% delle aziende.

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