Business travel, sull'Europa peserà l'effetto Brexit: Italia ultima fra i grandi paesi per incremento di spesa
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Entro la fine del 2016 le aziende dell'Europa occidentale avranno speso per fare viaggiare i propri dipendenti 210,7 miliardi di dollari, segnando un incremento del 6% rispetto all’anno scorso. Il trend di crescita continuerà nel 2017 ma sarà più contenuto, con una previsione di spesa complessiva pari a 220,6 miliardi di dollari che sarà “solo” il 4,7% in più dell’anno in corso. A pesare è soprattutto l’incognita Brexit, che se finora non ha avuto conseguenze significative al di là della svalutazione della sterlina, una volta messa effettivamente in moto potrebbe avere un impatto tale da ostacolare lo sviluppo del business travel europeo.

La previsione è della Global Business Travel Association (GBTA), che per stimare volumi e andamento del mercato viaggi d’affari in Europa nel 2017 si concentra sull’analisi dei suoi 5 maggiori paesi (Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito), indicatori di riferimento in virtù del fatto che, insieme, producono il 70% della spesa per business travel del continente.

Le stime di chiusura 2016 sono largamente positive, con tutti i mercati in crescita: conduce la Germania, forte di un solido mercato del lavoro e di un robusto export: la spesa delle aziende tedesche per i viaggi d’affari entro fine anno sarà cresciuta del 7,4% e nel 2017 crescerà di un ulteriore 7,6% portando il volume totale a 73,4 miliardi di dollari. Il secondo posto per incremento della spesa nel periodo 2015-2017 va alla Spagna (+6,5%), che chiuderà l’anno prossimo con 22 miliardi, e il terzo al Regno Unito (+4,7%), dove la spesa nel 2017 arriverà a 51,6 miliardi di dollari. Da sottolinerare però che la GBTA prevede per il Regno Unito un forte rallentamento nel 2017: l’aumento della spesa è previsto a +6,9% nel 2016, ma l’anno prossimo si limiterà a un +2,4%. Più contenuta la crescita in Francia (+4,2), dove la spesa per le trasferte toccherà nel 2017 i 40,2 miliardi di dollari.

Fanalino di coda l’Italia, che fra i 5 paesi considerati è penultima prima della Spagna per volumi di spesa ma è ultima per incremento previsto della stessa. La GBTA prevede che l’Italia chiuderà il 2016 con un +3,4% e il 2017 con un +1,9%, per un volume totale di transato pari a 33,3 miliardi di dollari, speso per la maggior parte (29 miliardi) in trasferte nazionali. La mediocre performance italiana sul fronte del business travel, dice l’associazione, è determinata dalla minaccia di instabilità politica, dall’ingente debito pubblico e dalla debolezza del sistema bancario: tutti fattori che ostacolano gli investimenti e mettono le briglie allo sviluppo dei viaggi d’affari.

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