Team di lavoro, i 7 comportamenti che danneggiano il funzionamento della squadra
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Un team di lavoro che funziona è un’alchimia non sempre facile da creare. Le persone, e il tipo di interazione che si instaura fra loro, sono il fattore che più di ogni altro determina il successo di un’impresa, un progetto o un evento. L’ingrediente vincente è l’armonia che si genera fra i componenti della squadra, elemento tanto potente quanto “fragile”: soprattutto se il team è di piccole dimensioni, basta poco per alterare gli equilibri. Ecco 7 tipi di comportamento (e di persone) incompatibili con le dinamiche di team: individuarli e correggerli per tempo può evitare di compromettere l’efficacia e la motivazione dell'intero gruppo di lavoro.

Quello che sa sempre tutto
È il tipo di persona che vuole sempre sottolineare di essere più bravo degli altri, che ha una risposta per tutto, che sa sempre come si fa e come si dovrebbe fare e tende a voler insegnare il mestiere agli altri. È talmente assorbito dall’avere sempre ragione che non si accorge nemmeno di essersi inimicato tutti i colleghi, i quali farebbero qualunque cosa pur di non vedere realizzata nemmeno una delle sue proposte, per quanto valide possano essere.

Quello che promette e non mantiene
Quasi sempre sono promesse fatte in buona fede e in situazioni di pressione, ma chi si impegna, con i colleghi o con i clienti, a portare a termine un progetto entro una certa data, a completare un lavoro in un certo modo o a prendersi in carico un problema, e poi non lo fa, risulta poco affidabile e diventa poco credibile. Se è un “promettitore” seriale e non mantiene mai, è un peso per la squadra.

Quello che si lamenta
Niente affligge di più di un collega che si lamenta costantemente di tutto: il carico di lavoro, gli orari, il cliente che cambia idea all’ultimo minuto, il capo, la nuova strategia, il nuovo progetto. Questo tipo di persona trova un problema in ogni cosa, ed è più il tempo che passa a lamentarsi di quello in cui lavora veramente. È in grado non solo di infastidire il resto del team, ma anche di demotivarlo.

Quello che “tanto lo farà qualcun altro”
È quello che si assenta spesso, che arriva sempre in ritardo, che è sempre impegnato a fare qualcosa di diverso da quello che dovrebbe fare e che fa comunque il minimo indispensabile. È il tipo di collega più detestato, perché tutto quello che non fa – per pigrizia, indolenza, indifferenza – ricade sulle spalle degli altri. È quello che interpreta il concetto di responsabilità condivisa come “visto che è responsabilità di tutti, lo farà qualcun altro”.

Quello che fa il battitore libero
Ci sono persone che lavorano meglio da sole, e ciò non è di per sé un prolema. Lo diventa se il progetto richiede il confronto continuativo con gli altri membri del team – come nel caso di un evento – e se il battitore libero ignora le istruzioni, va avanti per proprio conto, non informa i colleghi di quello che sta facendo.

Quello che parla male degli altri
La forza del team risiede anche nella fiducia reciproca, e chi è sempre pronto a cogliere in fallo i colleghi per andare a riferirne ad altri errori o mancanze (veri o presunti) ha un potenziale molto distruttivo. La variante, non meno distruttiva, è quella di chi parla male dell’azienda, riferendo ai colleghi informazioni magari inesatte o parziali che li mettono in agitazione o seminano il malcontento.

Quello che “è tutto merito mio”
Tutti hanno bisogno di lodi e riconoscimento, ma quelli che si prendono il merito di un lavoro che non hanno fatto danneggiano non solo il collega cui rubano il credito ma tutta la squadra, minando dalle fondamenta le premesse per una collaborazione efficace con gli altri. Nessuno lavorare con qualcuno pronto a rubargli l’idea migliore per andarsi poi a vantare con il capo.

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