BizTravel Forum: la proposta di Patanè sui Big Data del turismo, la previsione sul Pil 2017 e i 7 fattori globali di rischio
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I Big Data come chiave di volta per capire i comportamenti dei consumatori e prevedere l’andamento di interi settori, incluso quello del turismo. Questo il tema centrale della sessione di apertura del BizTravel Forum, l’evento promosso da Uvet per fare il punto sugli scenari del turismo, del business travel e della mobilità aziendale che si è aperto ieri a Milano. E dal palco il presidente di Uvet Luca Patanè ha lanciato una proposta: mettere a fattor comune tutti i big data raccolti dai diversi player del settore – fra cui Alitalia e Trenitalia, presenti al dibattito – per avere una visione più ampia del sentiment di mercato su cui orientare attività e investimenti.

Il Pil italiano nel 2017 in base all'andamento dei viaggi delle imprese e l'attendibilità della previsione
Che sui dati si costruiscano modelli previsionali non è del resto una novità: è quello che da diversi anni fa l’Uvet Travel Index, modello statistico-econometrico sviluppato da The European House Ambrosetti che documenta la correlazione tra i viaggi d’affari delle imprese e il prodotto interno lordo nazionale e secondo il quale nel 2017 il Pil italiano crescerà dello 0,8%. Stima affidabile? “Lo scorso anno l’indice aveva previsto per il 2016 una crescita del Pil compresa tra l’1,2% e l’1,6%, ma a questo punto dell’anno bisogna prendere atto che i dati reali indicano invece un andamento tra lo 0,9% e l’1%”, ha detto Luca Patané. L’indice, ha poi spiegato, fornisce stime sulla crescita del Pil attendibili a breve termine, in genere 120 giorni. Su periodi più lunghi entrano in gioco fattori impossibili da prevedere – come quest’anno sono stati il terrorismo, la Brexit, il colpo di Stato turco, le rinnovate tensioni con la Russia – che sparigliano le carte e le previsioni.

I 7 fattori globali di rischio che potrebbero modificare le previsioni di andamento economico
Al momento, ha detto Paolo Borzatta di Ambrosetti, le proiezioni Ocse indicano per l’anno prossimo una crescita del Pil mondiale del 3,3%, superiore a quella con cui si chiuderà verosimilmente il 2016 (+3%), con un trend di rallentamento nei paesi BRIC, a eccezione dell’India, e una previsione di rafforzamento per le economie americana, giapponese ed europea, dove appunto l’Italia si colloca con una stima di crescita intorno allo 0,8-1%. In questo scenario, ha concluso Borzatta, ci sono tuttavia 7 fattori globali di rischio che potrebbero modificare significativamente le previsioni: la crisi dei migranti in Europa, il terrorismo internazionale, l’instabilità della Turchia, i precari equilibri in Medio Oriente (la guerra in Siria e il ruolo dell’Iran), l’indebolimento delle relazioni fra Usa ed Europa a seguito dell'elezione di Trump e la transizione della Cina da mercato di export a mercato di consumo.

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