Il punto sulle relazioni pubbliche: fra contenuti e creatività, le sfide del settore dalla voce delle agenzie
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È il tema dei contenuti di comunicazione a monopolizzare l’attenzione delle agenzie di relazioni pubbliche, consapevoli che saper produrre contenuti rilevanti e capaci di generare ascolto è forse, insieme a quella della creatività, la sfida principale posta oggi dal mercato. E l’indagine condotta da Pepe Research con il patrocinio di Assorel su un centinaio di operatori, cui è stato chiesto come si sta evolvendo il comparto delle relazioni pubbliche e come chi vi lavora – in particolare le agenzie – ne considera le prospettive future, fornisce la fotografia di un settore in transizione.

Le digital relation, per esempio, hanno oggi un ruolo rilevante, ma non sono ritenute ancora sufficienti a sostituire la funzione del classico ufficio stampa, che secondo l’84% delle agenzie interpellate rimane prioritario e irrinunciabile. Del resto le imprese di relazioni pubbliche sembrano ancora non abbastanza attrezzate sul fronte del digitale, tanto che il 67% degli operatori ritiene che manchino le competenze per gestirlo al meglio.

I profili più ricercati dalle agenzie sono quindi quelle del digital, in tutte le sue declinazioni: oltre a professionalità specializzate nella produzione di contenuti (la seconda competenza di cui c’è maggior fabbisogno), si richiedono figure capaci di gestire il mondo social media ideando iniziative ad hoc e gestendo i contenuti da diffondervi, ma anche esperti di analytics e di big data, così come programmatori e sviluppatori web. Ormai minoritaria, invece, la ricerca di profili per le attività offline.

Un altro grande tema per le agenzie è quello della misurazione dei risultati delle loro attività: il 73% pensa che sarebbe utile innanzi tutto alle agenzie stesse, che sarebbero così in grado di documentare ai clienti l’efficacia del lavoro fatto, e il 45% ritiene che quella della misurazione è una necessità espressa comunque anche dai clienti. Tuttavia poche agenzie (2 su 10) si sono attrezzate per rispondere a questa esigenza, e secondo la ricerca il bisogno di dati concreti è destinato a rimanere inappagato ancora per un po’.

Ma prima ancora che ai risultati delle attività le agenzie devono pensare a un percorso di crescita e sviluppo attraverso l’acquisizione di nuovi clienti: fra i fabbisogni di competenze quello che emerge come prioritario è infatti relativo al business development, che risulta essere l’attività su cui le agenzie punteranno di più nel breve-medio periodo.

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