Gli italiani impiegano 4 giorni al mese per andare al lavoro: come le aziende possono ridurre lo stress da spostamento
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Se lavorare stanca, raggiungere il posto di lavoro invece stressa, tanto che quasi un italiano su due vorrebbe trovare un impiego più vicino a casa per minimizzare l’impatto del tragitto e migliorare la propria qualità di vita. A fornire il dato è PageGroup, la società di recruitment che ha realizzato una ricerca in cui ha coinvolto 12.500 lavoratori europei per comprenderne le abitudini quotidiane in fatto di spostamenti e analizzarne l’effetto sullo stato di benessere generale.

Gli italiani risultano essere gli europei con il più alto livello di stress dovuto allo spostamento casa-lavoro, indipendentemente dalla modalità con cui lo effettuano. La maggioranza, il 71%, sceglie di muoversi con la propria auto, ma il traffico urbano non fa mai scendere la durata media del tragitto sotto i 45 minuti e stressa il 49% delle persone, contro il 34% della media europea di chi utilizza il medesimo mezzo. Peggio ancora va a chi si serve del trasporto pubblico: è meno caro e più veloce dell’auto, ma il sovraffollamento e la sporcizia dei mezzi, uniti a scioperi, guasti e ritardi, causano stress al 68% degli italiani, percentuale quasi doppia rispetto agli altri europei che usano i mezzi pubblici.

Gli spostamenti lunghi e difficoltosi hanno un impatto sull’equilibrio tra vita personale e lavoro e l’Italia, conclude la ricerca, ha in questo ambito l’equilibrio peggiore d’Europa (il migliore è quello di Olanda e Belgio). E quello della mobilità fra casa e posto di lavoro è un tema che le aziende devono tenere in considerazione, perché incide sull'efficienza dei dipendenti e sulla percezione positiva delle loro attività quotidiane.

“La ricerca apre la riflessione sui nuovi modelli di lavoro flessibile e sui paradigmi per attrarre e trattenere i talenti” commenta Tomaso Mainini, managing director di PageGroup. “Le aziende che vogliono essere competitive anche su questo fronte devono offrire alternative per la riduzione dello stress da spostamento. Oggi è possibile ottimizzare le politiche di ritenzione e attrazione dei talenti tramite la flessibilità oraria, la settimana lavorativa compressa e il lavoro da remoto. Ciò consentirebbe di ottenere un maggior numero di candidature di persone competenti e qualificate ma lontane dal luogo di lavoro e limiterebbe il malcontento di pendolari”.

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