I turisti internazionali salgono a un miliardo: la Cina traina la domanda, l’incoming in Europa cresce a due velocità
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Con 34 milioni di viaggiatori internazionali in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+4%), il turismo dei primi nove mesi del 2016 si conferma in ottima salute, per un totale di 956 milioni di persone che si sono mosse – per lavoro o per piacere – fuori dai propri confini nazionali.

La mappa della crescita è diversificata: alcune aree del mondo registrano incrementi significativi negli arrivi, mentre altre continuano a essere penalizzate da eventi negativi a livello nazionale o regionale. “Il turismo è uno dei settori più resilienti, ma è anche uno dei più sensibili ai fattori di rischio, reali o percepiti”, dice il segretario generale dell’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) Taleb Rifai commentando i dati aggiornati del World Tourism Barometer.

In Europa si registrano risultati a due velocità: incrementi degli arrivi a due cifre per paesi come Spagna, Portogallo, Irlanda e Ungheria e performance molto deboli in Francia, Belgio e Turchia, per un incremento medio a livello continentale pari solo al 2%. Boom di arrivi invece in Asia-Pacifico, con un complessivo +9% e punte di crescita in Vietnam (+34%), Corea del Sud (+34%) e Giappone (+24%). In linea con la media globale l’andamento del Nord America (+4%), mentre qualche punto percentuale in più di crescita si registra in Centro e Sud America. Lieve ripresa degli arrivi in Nord Africa nella seconda parte dell’anno, con il continente che nel suo complesso, soprattutto grazie alle destinazioni sub-sahariane, registra un incremento degli arrivi dell’8%.

Sul fronte della domanda turistica è ancora la Cina a trainare il mercato, con un incremento della spesa del 19% nei primi tre trimestri 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante (o a causa) della Brexit e del deprezzamento della sterlina è aumentata del 10% la spesa turistica internazionale dei britannici, mentre quella degli americani è salita del 9%. Sempre nell’ambito dei paesi a più forte domanda turistica internazionale si segnala un aumento della spesa del 5% in Gemania e del 3% in Italia e Francia.

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