L’evoluzione del social media marketing: 5 trend da tenere d’occhio per il 2017
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Esistono soltanto da un decennio, eppure sembra che ci siano da sempre. Ma come tutto ciò che è digital, anche i social media si evolvono rapidamente e per sfruttarne le potenzialità non basta acquisirne una volta per tutte i fondamentali: occorre un aggiornamento costante su ciò che è nuovo e su ciò che cambia. A offrire una panoramica sull’evoluzione del social media marketing è l’esperto di digital marketing Jeff Bullas, che nel suo blog illustra alcuni trend già in atto e di cui si sentirà molto parlare anche nel 2017. Ecco i 5 a nostro parere più rilevanti.

1. La diretta riscrive le regole del video
Una volta c’era YouTube, re del video online. YouTube c’è ancora e gode di ottima salute, ma il fenomeno in ascesa, grazie alla diffusione dello smartphone come dispositivo di trasmissione, è quello dei video in diretta streaming. L’attenzione del marketing è alta, dice Bullas, perché la diretta, che è materiale video “autentico” e non “ripulito” con il montaggio, dà nuova credibilità ai contenuti, coinvolgendo gli utenti sulla base della spontaneità del momento e riscrivendo le regole con cui i brand raccontano le loro storie. Meerkat è stato il primo social a veicolare i video in diretta, poi è arrivato Periscope che, acquistato da Twitter, ha avuto la meglio, e poco dopo Facebook Live, che sta rapidamente prevalendo. Il video in diretta è anche un poderoso strumento di marketing per gli eventi.

2. I chatbot e la nuova conversazione con gli utenti
Sono programmi basati sull’intelligenza artificiale in grado di sostenere una conversazione con un essere umano. In ambito social i chatbot sono stati introdotti da Facebook attraverso l’applicazione Messenger, e le aziende li usano per interagire con gli utenti e rispondere alle loro domande in maniera automatica e senza l’intervento di persone reali, fornendo informazioni su prodotti, contenuti etc in tempo reale. La tecnologia è in rapido sviluppo e diverrà sempre più affidabile ed efficace, ma già adesso, utlizzata sulle piattaforme di messaggistica, ha un evidente potenziale sia per il marketing sia per l’assistenza ai clienti, con il vantaggio di funzionare 24 ore al giorno per 7 giorni la settimana.

3. I contenuti che scadono e scompaiono
Ha cominciato Snapchat, piattaforma social dove i contenuti si vedono una volta sola e poi scompaiono o al massimo rimangono accessibili per 24 ore prima di sparire. Intuizione geniale, sostiene Bullas, perché nel mare magno dei contenuti diffusi sui social video, testi o foto che hanno una vita limitata creano l’urgenza di essere visti prima di scomparire. L’idea è stata raccolta da Instagram, che con la funzione Instagram Stories ha “copiato” la scadenza delle 24 ore. Difficile dire come evolverà il tema dei contenuti con scadenza. Di fatto, nel social media marketing è già un trend, e che Facebook l’abbia adottato tramite la propria piattaforma Instagram dovrebbe dirla lunga.

4. La corsa alle acquisizioni: i social media si consolidano
I social media stanno passando dalla frammentazione degli inizi verso la crescente concentrazione nelle mani dei grandi player. Facebook ha acquisito WhatsApp, Instagram e Oculus Rift. Twitter ha comprato Periscope e adesso è a sua volta sul mercato, con voci che si susseguono e smentiscono sui nomi dei possibili acquirenti. LinkedIn è stato da poco comprato da Microsoft. I piccoli – le nuove piattaforme social in fase di startup – faranno sempre più fatica a emergere all’ombra dei grandi. Chi fa marketing con i social media deve tenere gli occhi aperti, consiglia Bullas: lo scenario è in continua evoluzione e ogni cambiamento può significare il dover ripensare e reinventare le proprie strategie.

5. Sui social si riduce la visibilità organica, occorre tornare ai fondamentali
All’inizio era abbastanza semplice. La visibilità di un brand sui social passava attraverso il numero di like sulla pagina Facebook o di follower dell’account Twitter: quanti più like e follower tante più erano le persone che vedevano i contenuti pubblicati dal brand. Ora la visibilità organica si è enormenente ridotta, e per essere visibili e visti occorre mettere mano al portafoglio, come sui media tradizionali. È una questione di business (per i social) ma anche di enormi quantità di contenuti in troppo poco spazio. Ciò significa, sostiene Bullas, che occorre tornare ai fondamentali del digitale. Per esempio, lavorando sull’ottimizzazione dei siti per figurare fra i primi risultati di ricerca di Google. Oppure riportando l’attenzione sull’email marketing per raggiungere il proprio pubblico senza il filtro degli algoritmi di Google o Facebook. Mai come ora le strategie multicanale possono dimostrarsi efficaci.

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