Diminuisce in Italia la spesa dei turisti internazionali per lo shopping, a incidere è il rallentamento degli arrivi dalla Cina
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Calano gli acquisti dei turisti internazionali negli esercizi commerciali italiani, con una flessione di spesa che nei primi nove mesi del 2016 è stata pari all’11% ed è tanto più significativa se paragonata invece all’incremento del 19% registrato nel 2015.

Il dato è riportato da Global Blue, che monitora la spesa tax free (cioè gli acquisti effettuati da cittadini extra UE che chiedono poi il rimborso dell’Iva) in tutta Europa e imputa la flessione soprattutto al calo dei turisti cinesi, ormai tradizionali big spender i cui arrivi quest’anno sono diminuiti in tutta Europa. Le cause, indica Global Blue, sono diverse: il rallentamento dell’economia cinese, l’indebolimento dei tassi di cambio verso l’euro, la paura degli attacchi terroristici e le difficoltà di ottenere il visto con dati biometrici. A determinare la flessione nei volumi dello shopping anche l’aumento dei viaggi di gruppo low cost, ai quali partecipano tuirsti cinesi con una più ridotta capacità di spesa.

Anche i russi, complice la crisi del loro paese, si sono dimostrati meno propensi a fare acquisti, con un calo dell’11% che non riesce a essere compensato dal +1% registrato dallo shopping dei coreani e dai viaggiatori provenienti da Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi.

Il calo dei top spender cinesi si è sentito in tutta Europa, dove la flessione, dopo l’incremento della spesa del 26% nel 2015, è quest’anno del 12%. Le più penalizzate sono state Francia e Germania, che insieme all’Italia rappresentano il 73% del tax free del Vecchio Continente e che hanno registrato entrambe un calo del 21%. Unica eccezione è il Regno Unito, dove la svalutazione della sterlina ha incrementato i flussi e la spesa dei visitatori mediorientali, cinesi e americani, per un complessivo +9%.

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