Organizzatori di eventi, 5 temi di crescita personale per affrontare il cambiamento
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Produrre un evento in linea con il budget e perfetto nelle tempistiche non è più sufficiente: l’organizzatore di eventi oggi è competitivo se ha saputo evolversi da “fornitore di logistica” a partner strategico per il proprio cliente. Il mestiere sta cambiando rapidamente, e chi progetta e organizza eventi oggi deve misurarsi con la crescente complessità del mercato, con le mutate esigenze dei clienti, con la tecnologia, e deve sapersi muovere sui fronti dell’innovazione dei format, dell’attivazione dell’audience, della creazione di esperienze.

Per affrontare il cambiamento e restare competitivi in un mercato dove la competizione è sempre più agguerrita occorre prima di tutto lavorare sulle propria crescita personale e sullo sviluppo di competenze specifiche e trasversali: ecco, riportati nel blog di MCI Group, i 5 temi principali su cui focalizzarsi.

Affinare le competenze trasversali
Un event planner efficace deve avere competenze di marketing e vendite, di project management, di gestione delle risorse umane, di negoziazione e gestione del business, di comunicazione e customer service: a pochi altri professionisti sono richieste skill così trasversali.

Combinare i 4 pilastri della leadership
L’organizzatore è il cuore di una macchina complessa che è chiamato a governare, e deve saper combinare le quattro principali doti della leadership: energia personale, capacità di infondere energia agli altri (collaboratori, ma anche clienti e partecipanti agli eventi), attitudine all’azione finalizzata a ottenere risultati e capacità di prendere rapidamente decisioni efficaci, anche se difficili e/o spiacevoli.

Conoscere i fondamentali dell’apprendimento umano
Generalmente gli eventi di business servono per fare in modo che le persone (i partecipanti) acquisiscano nuove informazioni, contenuti o conoscenze per fare meglio il proprio lavoro. L’organizzatore deve quindi padroneggiare le tecniche che governano l’apprendimento degli adulti, conoscere la differenza – per esempio – fra apprendimento visuale e apprendimento collaborativo ed essere in grado di combinare le diverse tecniche nel modo più efficace per il target specifico. Senza questa base, ogni creatività è fine a se stessa.

Coltivare la propria intelligenza emotiva
Definita come la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni – le proprie e quelle degli altri – e di utilizzare le informazioni che ne derivano per orientare i propri comportamenti, l’intelligenza emotiva è un tratto chiave per l’organizzatore di eventi. Chi la coltiva sa riconoscere i diversi stili di comunicazione delle persone e adeguarvisi, trovando il modo migliore per relazionarsi alle persone, che siano collaboratori, clienti, partner, partecipanti. E quello dell’event planner, si sa, è innanzitutto un lavoro di relazioni.

Ampliare i riferimenti culturali
Non è solo questione di etichetta. Quando si ha a che fare con clienti o partecipanti di provenienza, estrazione o cultura diversi dai propri è bene conoscerne i riferimenti, i valori, i principi che li guidano. Del resto, la conoscenza è prodotta dell’interesse per l’altro, che per l’organizzatore di eventi è un interesse imprescindibile. Come farebbe altrimenti ad ascoltare i clienti e a capire di cosa hanno veramente bisogno?

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