La sharing economy divide il business travel: ecco perché piace ai viaggiatori ma non alle aziende
A
La sharing economy divide il business travel: piace molto a chi viaggia, che vorrebbe poter usare di più Airbnb, Uber, BlaBlaCar e simili, ma piace meno alle aziende, che la guardano con preoccupazione vietando ai dipendenti di utilizzarne i servizi.

Secondo l’AirPlus International Travel Management Study 2016, la ricerca condotta da AirPlus con interviste a 2mila travel manager e viaggiatori d'affari di 24 paesi, il 66% di chi va in trasferta vorrebbe ricorrere più spesso ai servizi della sharing economy, apprezzandone soprattutto i bassi costi, la velocità e la semplicità di prenotazione via smartphone. In Italia la percentuale di "apprezzamento" è ben superiore, e a volere più sharing economy è l'85% di chi viaggia per lavoro.

Le aziende però non sembrano essere ancora pronte: a livello globale solo il 38% permette ai propri dipendenti in trasferta di avvalersi dei servizi dell’economia condivisa e quasi la metà, il 49%, lo vieta. Le ragioni per le quali la sharing economy è ancora vista con diffidenza sono molteplici. A frenare i travel manager è soprattutto l’impossibilità di garantire la sicurezza dei viaggiatori: spesso le polizze assicurative a tutela dei dipendenti non coprono questa tipologia di servizi, e chi li fornisce raramente possiede le dovute licenze.

Per i travel manager la sharing economy è problematica anche dal punto di vista della rendicontazione, laddove i report di viaggio e le note che ne derivano sono spesso incompatibili con la policy e i processi digitali aziendali. Permettere ai dipendenti di usare Airbnb e simili significa inoltre utilizzare fornitori diversi da quelli abituali, azzerando i vantaggi delle economie di scala generati dalle tariffe negoziate.

Le posizioni di travel manager e viaggiatori sono però destinate ad avvicinarsi dice Diane Laschet, amministratore delegato di AirPlus Italia. "In caso contrario esiste il rischio che i viaggiatori effettuino le prenotazioni autonomamente rendendo molto più complessa e meno controllabile la gestione delle trasferte. Dal canto loro, diversi operatori della sharing economy stanno cercando di adeguarsi alle esigenze delle aziende creando portali online specificatamente dedicati alla clientela business. Questo potrebbe spingere molti travel manager a inserire la possibilità di utilizzare servizi di sharing economy all’interno delle policy aziendali”.

Commenta su Facebook