A caccia di innovazione: l’80% delle startup è acquisito da aziende americane, solo Google ne ha comprate quanto 15 paesi europei
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Se le startup sono la nuova benzina che alimenta l’innovazione, gli Stati Uniti battono abbondantemente l’Europa, che sul mercato delle nuove imprese tecnologiche gioca un ruolo piuttosto dimesso. Negli ultimi 4 anni infatti, le aziende Usa hanno acquisito un numero di startup 4 volte superiore a quello delle aziende di tutti i paesi europei messi insieme: su 5.925 transazioni concluse in entrambe le parti dell'Atlantico, gli americani ne hanno messe a segno 4.880 (cioè l’82%) investendo 504 miliardi di dollari, contro le 1.085 concluse dalle aziende europee (il 18%) per l’ammontare di 57 miliardi di dollari. A livello mondiale, le prime 15 aziende per numero di acquisizioni di startup sono tutte americane, mentre la prima europea (la tedesca SAP) si piazza solo al 33° posto.

E, dato ancora più interessante, la sola Silicon Valley ha generato il 26% delle acquisizioni americane spendendo 118 miliardi di dollari, più dell’intera Europa. Nel periodo 2012-2016 Google ha acquistato un numero di startup pari a quello acquisito dalle aziende dei 15 paesi europei più attivi messe insieme.

I numeri arrivano in tempo reale da Mountain View, patria di Facebook e cuore di quella Silicon Valley dove ieri, in occasione dell'European Innovation Day, è stato presentato il report realizzato da Mind the Bridge e CrunchBase che analizza quasi 6mila acquisizioni di startup perfezionate da aziende americane ed europee negli ultimi 4 anni e che mappa la spinta all’innovazione nel tessuto produttivo dei diversi paesi.

Il 91% delle acquisizioni portate complessivamente a termine, indica il report, ha riguardato l'acquisto di startup americane ed europee, a conferma di una forte interdipendenza fra i due mercati; la cifra che un’azienda americana sborsa in media per comprare una startup è di 110 milioni di dollari, quasi il doppio dei 60 milioni che spende invece un’azienda europea. Le aziende americane, si rileva, hanno acquistato prevalentemente (all’88%) startup americane, mentre le aziende europee hanno comprato startup europee solo nel 68% dei casi. Ma per comprare quel 32% di startup americane, le aziende europee hanno speso il 59% del capitale complessivamente investito: ciò significa che le nuove imprese tecnologiche americane sono notevolmente più care delle omologhe europee.

In ambito europeo, il paese più attivo nello shopping è il Regno Unito, che con 471 acquisizioni all’attivo dal 2012 a oggi ha comprato più startup di Germania, Francia, Italia, Spagna e Benelux messe insieme. Seguono Germania, Francia, Svezia, Olanda, Irlanda, Spagna e Finlandia: l’Italia è al 9° posto con 24 acquisizioni, seguita a sua volta da Danimarca, Belgio, Austria, Lussemburgo, Repubblica Ceca e Polonia. E, sottolinea il report, delle 15 aziende europee che hanno comprato più startup negli ultimi anni (nessuna è italiana), ben 5 sono state fondate nel terzo millennio, a conferma che le aziende “giovani” hanno una strategia di crescita più orientata verso le acquisizioni rispetto alle imprese più tradizionali e consolidate.

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