Lavoro: in Italia la richiesta di profili qualificati aumenterà del 5% entro il 2020, opportunità nel ricettivo e nel marketing
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Le economie avanzate puntano sulla qualificazione della forza lavoro, e l’Italia non fa eccezione: da qui al 2020 la richiesta di profili a elevata qualifica professionale aumenterà del 5%, raggiungendo il 41% dell’offerta occupazionale complessiva, a fronte di un calo di fabbisogno (-2%) per le figure intermedie, che costituiranno il 31% dei neoassunti del prossimo quadriennio. Stabile invece al 27% la richiesta di professioni non qualificate.

La previsione è di Unioncamere, secondo cui le persone che entreranno nel mondo del lavoro entro il 2020 saranno complessivamente 2,5 milioni; la maggior parte dei nuovi ingressi sostituirà personale giunto alla pensione e in misura più contenuta occuperà nuove posizioni lavorative generate dalla crescita economica, con una stima di incremento occupazionale fra il 2016 e il 2020 pari al 2,1% (cioè lo 0,4% l’anno).

In termini numerici a offrire le maggiori opportunità occupazionali saranno le professioni del commercio e dei servizi e quelle tecniche: in particolare nel primo gruppo spicca il fabbisogno delle professioni qualificate nelle attività commerciali (236mila unità), seguite da quelle che operano nei servizi culturali, di sicurezza e alle persone (136mila) e nelle attività ricettive e della ristorazione (119mila).

Alle professioni specialistiche saranno riservati 460mila posti di lavoro tra nuova occupazione e turnover: prevalgono gli specialisti della formazione e della ricerca (circa 164mila unità in 5 anni) e delle scienze umane, sociali e gestionali (125mila), fra cui esperti di marketing e di controllo d'impresa. Tra le figure high skill più dinamiche, al primo posto si incontrano gli “altri specialisti della formazione” (oltre 39mila quelli previsti in 5 anni), tra i quali sono spiccano gli esperti di formazione aziendale.

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