Il 50% del tempo online è trascorso sulle app per smartphone: per i brand è un'opportunità, ma con qualche cautela
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Il “punto di non ritorno” è stato raggiunto lo scorso luglio: le app per smartphone occupano ormai il 50% del tempo complessivo che gli utenti del web trascorrono online. Il computer totalizza il 32% del tempo, le app per tablet solo il 9%. Una parte residuale del tempo online è trascorso navigando con i dispositivi mobili tramite browser: 7% nel caso dello smartphone e 2% nel caso del tablet.

Le statistiche sono di comScore e sono riferite al mercato americano, ma non è difficile pensare che il fenomeno sia diffuso: a meno che non ci si trovi seduti davanti a un computer, qualsiasi operazione che comporta un collegamento al web (le email, Facebook, il meteo, le notizie, le mappe, l’ecommerce) viene ormai effettuata tramite smartphone, il dispositivo più comodo e a portata di mano. E quanto più gli smartphone diventano grandi e potenti, tante meno regioni ci saranno in futuro di usare altri dispositivi.

Ma il dato interessante non è tanto quello relativo all’uso dello smartphone quanto piuttosto quello che indica la diffusione delle app, cioè di un certo modo di navigare il web attraverso un programma (la app) che ne struttura e organizza i contenuti e le informazioni. E se i dati di comScore confermano l’importanza delle app per i brand, è importante sottolineare che lo strumento app è da adottare con qualche cautela.

Prima di tutto, perché gli utenti usano in media un numero limitato di app selezionate. E poi perché le aziende spesso investono ingenti budget per promuovere il download della propria app, tralasciando magari di aggiornarla o di arricchirla, generando così l’effetto contrario a quello desiderato: molti la scaricheranno, ma se l’esperienza d’uso non è sempre più che soddisfacente, la competizione è tale che l’utente non esiterà a cancellarla dal proprio smartphone.

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