Il fenomeno Pokémon Go: 4 spunti per gli organizzatori di eventi
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Con 75 milioni di download in tre settimane e folle di giocatori che setacciano le città di tutto il mondo con il naso incollato allo smartphone per cercare di acchiapparne i personaggi, Pokémon Go è decisamente il successo dell’anno. Per i pochi che ancora non ne fossero al corrente, si tratta di una app gratuita per smartphone basata su geolocalizzazione, Google Maps e realtà aumentata, tecnologie che l’americana Niantic ha combinato ad arte creando un gioco che sta appassionando milioni di persone.

Aprendo la app, si visualizza attraverso lo schermo dello smartphone l’ambiente reale circostante, al quale la realtà aumentata sovrappone elementi digitali, cioè i famosi animaletti colorati della Nintendo (Pokémon) protagonisti del gioco. Il cui scopo è, molto in sintesi, catturare quanti più Pokémon possibile (ce ne sono di comuni, di rari e di rarissimi), per poi allenarli e farli competere con quelli di altri giocatori accumulando punti, medaglie e bonus. Per trovare i Pokémon chi gioca deve uscire di casa e camminare per strade, parchi e giardini alla ricerca di quelli che la app “metterà” virtualmente sulla sua strada. Il gioco produce anche aggregazione fra i giocatori, che si ritrovano nei luoghi dove appaiono i Pokémon, collaborano per catturarli, se li scambiano e si consigliano strategie.

Perché Pokémon Go deve interessare gli organizzatori di eventi? Perché è un’idea innovativa i cui presupposti possono essere utilizzati anche negli eventi, con cui il gioco ha un elemento in comune: crea un’esperienza memorabile che genera relazioni fra persone con interessi comuni. Ecco alcuni spunti.

L’effetto dirompente della realtà aumentata
Pokémon Go sfrutta la suggestione dirompente della realtà aumentata, più efficace della realtà virtuale proprio perché amplifica il mondo reale aggiungendovi elementi digitali. L’innovazione del gioco risiede nel fatto che la rende disponibile attraverso una app scaricabile gratuitamente su qualunque smartphone, senza bisogno di ricorrere ad altri dispositivi. Non a caso in Apple sono rimasti molto colpiti dal successo del gioco, e il CEO Tim Cook ha già annunciato di considerare la realtà aumentata “una priorità”. Che potrebbe diventare una componente trainante anche delle app per eventi: basterebbe puntare lo smartphone verso zone specifiche della location per visualizzare informazioni di qualunque genere, oppure verso lo stand di un espositore per vederne i prodotti, o ancora verso le slide dello speaker per vederle animarsi sullo smartphone.

Il potenziale per il networking
E se lo smartphone venisse puntato verso il badge di un partecipante? Il rettangolino di carta, che è sempre rimasto più o meno uguale a se stesso, potrebbe diventare il catalizzatore di una nuova socialità, mostrando, grazie alla realtà aumentata, il profilo LinkedIn di chi lo porta al collo, i suoi ultimi tweet oppure gli ultimi progetti cui ha lavorato. Tutti ottimi spunti per rompere il ghiaccio e trovare punti di comune interesse su cui iniziare una conversazione.

Il fattore coinvolgimento
Pokémon Go è coinvolgente. Tanto da spingere milioni di persone a uscire di casa per trovare Pokémon in posti dove magari non sarebbero mai andati. Non è solo questione di realtà aumentata o di geolocalizzazione, ma del fatto di averli combinati con 3 fattori coinvolgenti per definizione: il gioco, la competitività e il premio. Se coinvolgere attivamente i partecipanti è uno degli obiettivi di un evento che vuole essere efficace, Pokémon Go fornisce un esempio di come l’evoluzione della tecnologia possa generare format innovativi di intrattenimento e gamification. Alla creatività degli organizzatori il compito di ideare “giochi” tecnologici in linea con i contenuti e gli obiettivi dell’evento.

La caccia al tesoro del terzo millennio
Diciamolo: la cara, vecchia caccia al tesoro è ormai un po’ vecchia e bolsa, anche come strumento di team building. Rinnovarla è d’obbligo, per lo meno nelle modalità. E a ben vedere, Pokémon Go altro non è se non una caccia al tesoro tecnologica, dove il tesoro da trovare sono gli animaletti colorati. E se per il momento non è personalizzabile (ma non è escluso che possa diventarlo) è solo questione di tempo prima che qualcuno progetti una app similare da usare per il team building: all’effetto aggregativo che già esiste, e che comunque può essere potenziato, si affiancano le funzionalità del GPS e delle mappe di Google, per costruire una caccia al tesoro in realtà aumentata che porta i giocatori anche alla scoperta della destinazione.

Margherita Franchetti

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