Fortune Global 500: fra le aziende più grandi del mondo anche 9 italiane, ecco i campioni del fatturato
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Le 500 aziende più grandi del mondo fatturano l’equivalente del 37,8% del prodotto interno lordo mondiale e danno lavoro a 67 milioni di persone: una lista di colossi con fatturati e profitti stellari, fra cui figura anche un piccolo drappello di nomi italiani, che rappresenta di fatto l’ossatura economica del pianeta.

A raccontarli è il Fortune Global 500, il ranking prodotto dall’omonimo magazine finanziario americano che è oggi il più accreditato indice su cui si campionano gli studi sulle aziende. L’edizione 2016, appena pubblicata, racconta di 500 aziende che complessivamente nell’ultimo anno hanno visto ridursi fatturati e profitti (decrescita cinese, apprezzamento del dollaro, calo del prezzo del petrolio) ma che hanno continuato a generare occupazione, e fra le quali dominano, per entità di fatturati, i settori petrolifero e automotive.

I numeri delle grandi del mondo
Le Global 500 di Fortune hanno fatturato nel 2015 ben 27.600 miliardi di dollari, con una flessione dell’11,2% sull’anno precedente, e generato profitti per 1.500 miliardi, anch’essi in calo dell’11,2%. Negli ultimi 20 anni, osserva Fortune, il tasso di crescita delle più grandi aziende del pianeta è stato inferiore a quello del PIL mondiale. La classifica è dominata dagli Stati Uniti, che vi conta 134 aziende (6 più dell’anno scorso); segue la Cina, che dalle 19 aziende presenti nel ranking dieci anni fa è salita ora a 103, di cui 3 fra le prime dieci. Su 500 aministratori delegati solo 12 sono donne, contro le 14 dell’anno scorso: tutte a capo di aziende americane, tranne una francese e una indiana. I dipendenti sono 67 milioni, in aumento rispetto ai 65,2 milioni del 2014: la quota maggiore (il 10,3%) è impiegata dalle banche, mentre il secondo settore per numero di dipendenti (5,3 milioni) è quello dell’automotive.

Le prime dieci aziende per fatturato
Il primo posto per fatturato va per il terzo anno consecutivo alla catena americana della grande distribuzione Walmart, con 482 miliardi di dollari, e il secondo alla società energetica cinese State Grid, che ha fatturato 330 miliardi di dollari. Seguono le petrolifere cinesi China National Petroleum e Sinopec Group, e poi le competitor Royal Dutch Shell ed Exxon Mobil. Al settimo posto Volkswagen (lo scandalo emisssioni truccate l’ha lasciata comunque in buona salute) e all’ottavo Toyota. Apple entra per la prima volta nella top ten e guadagna il nono posto posto per fatturato (233 miliardi), ma è al primo posto per profitti, che l’anno scorso hanno toccato quota 53 miliardi di dollari. In decima posizione la petrolifera britannica BP.

La performance italiana
Il piccolo drappello di aziende italiane è uniformemente distribuito su tutta la classifica: prima per fatturato (e 19esima in classifica) Exor Group, la finanziaria della famiglia Agnelli la cui sede legale e fiscale è stata spostata in questi giorni in Olanda (è ancora da considerare italiana?), che impiega 303mila dipendenti e fattura 152,5 miliardi di dollari. Poi Assicurazioni Generali, al 49° posto con 142,4 miliardi di fatturato, ed Eni, 65esima nel mondo con 92,9 miliardi. Seguono Enel (78°), Intesa San Paolo (224°), UniCredit (300°), Poste Italiane (305°), Telecom Italia (404°) e Unipol (491°). Le italiane incluse nel Fortune Global 500 di quest’anno sono le stesse dell’anno scorso ma tutte, tranne Exor, hanno perso posizioni. E, dicono i commentatori economici, vista la volatilità dei mercati anche la classifica del prossimo anno si annuncia in movimento, e non certo solo per quanto riguarda l’Italia.

La lista completa delle Fortune Global 500 è consultabile a questo link.

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