Fatturati in crescita per il settore fieristico globale: emerge il tema sicurezza anche per gli organizzatori italiani
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L’industria fieristica internazionale è in buona salute, e da qui al 2017 prevede complessivamente fatturati e profitti in crescita nonostante le non poche incertezze economiche a livello globale e specifiche nei mercati locali. Il Global Barometer appena pubblicato da UFI, l’associazione internazionale degli organizzatori fieristici, indica una situazione abbastanza eterogenea: grande ottimismo sulla piazza nordamericana, dove a prevedere incrementi di fatturato è l’80% degli operatori, mentre in Asia, così come in Africa e Medio Oriente, il clima è quello dell’incertezza: se per il 2015 e 2016 quasi la metà delle aziende fieristiche intervistate dichiara profitti in crescita, per il 2017 il sentiment prevalente è quello della cautela.

Bene anche l’Europa, dove più del 70% degli operatori si aspetta incrementi di fatturato, soprattutto nella seconda metà del 2016. In particolare, UFI segnala che in Italia il 67% degli organizzatori di fiere prevede ricavi in crescita nella seconda metà del 2016 e che per quanto riguarda il 2017 a essere fiducioso sull’incremento del business è la totalità degli intervistati. Da segnalare inoltre il dato positivo sul fronte del profitti: per l’anno 2016 il 33% degli organizzatori fieristici italiani ha indicato un incremento superiore al 10%, il 34% una sostanziale stabilità e un ulteriore 33% segnala di non avere ancora i dati a disposizione. Nessuno, comunque, riporta previsioni di perdita.

I temi con cui si misurano gli organizzatori fieristici sono principalmente, secondo UFI, la situazione economica dei propri mercati nazionali e l’ancora elevata incertezza economica a livello globale, ma sulle performance di business influiscono anche i competitor e le sfide organizzative interne a ogni singola azienda.

Emerge in maniera significativa il tema della sicurezza, cui a seguito degli attentati terroristici la maggior parte degli intervistati risponde aumentando i controlli e la sorveglianza in sede di fiera. Su questo fronte si stanno muovendo anche gli organizzatori italiani: il 33% ha segnalato di avere aumentato i controlli sui visitatori in entrata, il 25% di controllare le liste dei partecipanti pre-registrati con la collaborazione delle forze dell’ordine e il 13% di avere incrementato la sorveglianza dei padiglioni espositivi durante gli eventi. Il 38% delle aziende fieristiche italiane, invece, non ha ancora adottato alcuna misura di sicurezza supplementare.

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