Approvata la fusione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza: è il primo esempio di integrazione nel sistema fieristico italiano
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Lorenzo Cagnoni e Matteo Marzotto

Il progetto era stato annunciato a maggio, con la firma di una lettera di intenti: due enti fieristici con profonde radici territoriali, attività complementari e impegnati nell’internazionalizzazione delle filiere produttive italiane avevano comunicato di volersi fonder per fare sistema e competere con maggior forza sui mercati internazionali. Adesso arriva la prima conferma con l’approvazione, da parte dei Consigli di amministrazione di Rimini Fiera e Fiera di Vicenza, del documento che formalmente dà il via all'integrazione, sulla quale le assemblee dei soci dovranno dare l’assenso entro fine anno. Poi scatterà la nomina del perito incaricato delle valutazioni.

"Il passaggio di oggi è particolarmente importante”, dice il presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni, “perché sono stati definiti i punti salienti dell'accordo, aprendo così la strada al primo esempio di integrazione nel sistema fieristico italiano". La denominazione della newco che scaturirà dalla fusione non è ancora stata annunciata: per ora si sa che gli accordi prevedono la conferma di Lorenzo Cagnoni come presidente e amministratore delegato e l'ingresso in Consiglio di due membri espressi da Fiera di Vicenza, uno dei quali sarà l’attuale presidente Matteo Marzotto che della nuova società assumerà il ruolo di vicepresidente.

“Sono particolarmente soddisfatto del risultato raggiunto”, dichiara il Marzotto, “frutto di un grande lavoro di squadra che dà il via a un processo di fusione tra due grandi player di settore. Con questa operazione cambieranno i paradigmi del sistema fieristico italiano, valorizzando un progetto industriale di grande levatura”.

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