La fusione fra Marriott e Starwood cambierà il mercato alberghiero: le implicazioni per la gestione di viaggi e trasferte aziendali
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Una volta completata (nel 2017), l’acquisizione di Starwood da parte di Marriott porterà alla nascita del maggiore gruppo alberghiero del mondo, cui faranno capo 5.721 strutture nei 5 continenti, numero ben superiore alle 4.903 di InterContinental, alle 4.502 di Hilton e alle 4.214 di Accor. Un consolidamento di così grandi dimensioni avrà un impatto significativo sul mercato, in particolare quello dei viaggi e delle trasferte aziendali. E i travel manager devono cominciare a valutarne fin d’ora le implicazioni e organizzarsi di conseguenza.

A dirlo è un report di Carlson Wagonlit Travel, dove si indica che il nuovo gruppo alberghiero deterrà quasi un terzo delle camere disponibili in 14 delle 20 principali destinazioni business del mondo. I fattori di impatto sul business travel sono principalmente due: il primo è che Marriott sceglie più spesso di altre catene di non partecipare alle gare (request for proposal) lanciate dalle aziende per la selezione delle strutture preferenziali, e il secondo che il 22% delle spese fuori policy aziendale viene effettuato proprio con Marriott (il 9% con Starwood). “Il nuovo gruppo Marriott/Starwood modificherà i comportamenti di acquisto delle aziende, ma per valutarne appieno l’impatto occorrerà attendere il completamento dell’integrazione” afferma Scott Brennan, president hotels di CWT.

Un’indagine condotta dalla Global Business Travel Association ha evidenziato che una delle cause della mancata conformità dei viaggi e delle spese alle travel policy delle aziende sono i programmi di fidelizzazione delle catene alberghiere: per guadagnare benefit (upgrade delle camere, omaggi di benvenuto e orari flessibili per check-in e check-out) i viaggiatori d’affari tendono a scegliere strutture o tariffe anche se fuori policy, vanificando le negoziazioni dei travel manager basate sulla concentrazione del volume di spesa su strutture preferenziali.

“Non sappiamo ancora quali cambiamenti Marriott introdurrà nel programma di fidelizzazione proprio e di Starwood”, dice Brennan, “ma in ogni caso il nuovo gruppo vale già in partenza una significativa percentuale della spesa fuori policy. E la forza di attrazione del suo programma di fidelizzazione ne rafforzerà la posizione, influenzando anche altri operatori del mercato”.

Alla luce di queste considerazioni, Carlson Wagonlit Travel suggerisce ai travel manager (soprattutto americani, perché è negli Usa che il gruppo alberghiero detiene la maggior parte delle strutture) 4 azioni da intraprendere prima di avviare le negoziazioni alberghiere per il prossimo anno. Primo, valutare i mercati chiave, analizzando la quota di mercato detenuta dalle maggiori catene e considerando le possibili alternative e i potenziali risparmi. Poi, avere un approccio più flessibile per il 2017, includendo i fornitori alternativi identificati. Quindi adeguare la travel policy per garantirne il rispetto e, infine, informare i viaggiatori e motivarli a conformarsi alle regole.

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