Business travel, il mercato raggiunge il valore record di 1.200 miliardi di dollari: la spesa delle aziende aumenta anche in Italia
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Nonostante l’indebolita economia globale, il terrorismo, le crisi sanitarie e l’incertezza che regna in gran parte del pianeta, la spesa delle aziende per mandare in trasferta i propri dipendenti non conosce flessione, anzi: nel 2015 ha registrato un valore pari a 1.200 miliardi di dollari, con un incremento del 5% sull’anno precedente. E le stime per il quinquennio a venire, con una proiezione fino al 2020, indicano che il settore del business travel continuerà a crescere al ritmo del 5,8% annuo per arrivare a 1.300 miliardi di dollari.

Cambio al vertice, la Cina sorpassa
Le stime sono della Global Business Travel Association e indicano anche un cambio al vertice e un nuovo gruppo di protagonisti: la Cina ha sorpassato per la prima volta gli Stati Uniti, e con 291 miliardi di dollari si guadagna il primato di spesa per viaggi d’affari. Gli Stati Uniti scivolano al secondo posto con 289 miliardi, mentre al terzo posto si piazza la Germania, molto distanziata con 63 miliardi. Seguono Giappone, Regno Unito, Francia e Corea del Sud. L’Italia è ottava nel mondo, con una spesa di 32 miliardi di dollari in progressione del 2,2% rispetto al 2014.

I nuovi protagonisti della crescita
Ma il vero cambio di passo è quello di India e Indonesia, che nei prossimi 5 anni saranno i due mercati a più rapida crescita di spesa (l’incremento è stimato a poco più del 12% per la prima e a poco meno per la seconda), seguiti da Turchia a Norvegia, anch’esse nuove sulla scena dell’incremento di spesa a doppia cifra. La Cina, dopo essere stato il paese della crescita record negli ultimi 15 anni, slitta al quindo posto per incrementi di spesa stimati entro il 2020 pur rimanendo il paese con i numeri assoluti più elevati.

L’incognita del fattore Brexit
Le stime di spesa futura, sottolinea però la Global Business Travel Association, sono state elaborate prima della Brexit, e l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbe avere ripercussioni significative sul mercato dei viaggi d’affari, a causa sia dell’incertezza che sta già generando sui mercati sia della possibile recessione cui l’economia britannica (il cui business travel vale oggi 47 miliardi di dollarI) potrebbe andare incontro.

Comincia l’era dell’incertezza
In 15 anni di rilevazioni della spesa per viaggi d’affari, la Global Business Travel Association ha registrato una certa volatilità di mercato, che si è contratto ed espanso in concomitanza con le crisi economiche mondiali. Nell’anno 2000 le aziende del mondo avevano speso 634 miliardi di dollari per fare viaggiare i propri dipendenti; 15 anni dopo quel valore è raddoppiato, ma nel percorso c’è stata la flessione della recessione post 11 settembre, poi il recupero con un picco di spesa nel 2007 (rimasto ancora ineguagliato), seguito dal crollo disastroso del 2009 all’inizio della nuova recessione da cui solo da poco il mondo ha cominciato a uscire. Ora, indica l’associazione, è cominciata “l’era dell’incertezza”: sarà caratterizzata dalla crescita, però moderata. Per lo meno nel vicino futuro.

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