Le aziende italiane aumentano gli investimenti nel digitale, a trainare sono big data, cloud e internet delle cose
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Non hanno ancora il passo di quelle globali, ma anche le imprese italiane stanno aumentando gli investimenti nel digitale, puntando soprattutto sul potenziamento delle tecnologie più innovative per recuperare il tempo perduto e incrementare produttività e competitività sul mercato.

Secondo il report Il digitale in Italia nel 2016 realizzato da Assinform e Confindustria Digitale, lo scorso anno le aziende hanno incrementato di più dell’1% gli investimenti in tecnologie digitali, spendendo quasi 65 milioni di euro. Seppure contenuto e ancora inferiore al +2,4% della media mondiale, l’aumento delle risorse stanziate per il digitale è un indicatore positivo, soprattutto perché destinato a crescere in tempi brevi. Quest’anno infatti la spesa sarà incrementata dell’1,5% per arrivare al 2% del 2018.

Nel decidere su quali tecnologie puntare le aziende hanno dato la precedenza a quelle per innovare processi, prodotti e servizi. Gli investimenti più tradizionali, quelli cioè per hardware e software, hanno avuto incrementi a una sola cifra, mentre ben più alti sono stati quelli per le tecnologie più innovative come internet delle cose (+14,9%), cloud (+23,2%), e big data (+24,7%).

La rivoluzione digitale in atto coinvolge però quasi esclusivamente le grandi imprese. “La scelta delle aziende" dice il presidente di Assinform Agostino Santoni, "evidenzia che è in atto un vivace e robusto fenomeno di infrastrutturazione innovativa che, tuttavia, riguarda ancora una frazione troppo limitata del paese. Le piccole e medie imprese, che costituiscono il 99% del nostro tessuto produttivo e contribuiscono a più del 50% del Pil, così come gran parte della pubblica amministrazione, continuano a rimanere ai margini dell’evoluzione digitale”.

Ed è soprattutto per aiutare le Pmi a colmare il gap digitale che Confindustria Digitale ha lanciato il progetto Trasformazione competitiva digitale delle imprese e del paese. “Al centro del progetto ci sono le Pmi italiane”, spiega Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale. “Per allinearsi ai livelli di competitività e produttività europei devono capire la necessità di mettere mano ai processi produttivi in modo più rapido, energico e completo. Per questa ragione metteremo gli imprenditori nelle condizioni di andare a trovare tecnologie, competenze e risorse negli hub d’innovazione che stiamo progettando sul territorio. Sarà un’occasione anche per riportare in Italia produzioni delocalizzate”.

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