Il valore degli eventi oltre la spesa turistica: la meeting industry ricerca case history per documentarlo
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Non si guarda più soltanto alla spesa di organizzatori e partecipanti, e quindi alla ricaduta sull’economia turistica delle destinazioni, per definire il valore degli eventi. Negli ultimi anni si è affermata la consapevolezza che gli eventi valgono molto più del loro impatto economico diretto, e nel computo del valore sono entrati anche fattori legati a ciò che gli eventi “producono” in termini di diffusione di conoscenza, costruzione di relazioni accademiche, scientifiche, professionali e imprenditoriali, generazione di nuovo business: tutte “eredità” difficilissime da misurare, ma certo molto rilevanti per le destinazioni che li ospitano.

Di questa eredità “intangibile” e di lungo termine le istituzioni – intendendo come tali i governi centrali e locali che hanno il potere di favorire e sostenere l’acquisizione di eventi da portare nei propri territori – sono ancora largamente inconsapevoli (in generale, non solo in Italia), con un interesse per il “turismo congressuale” che si traduce nella reale ma riduttiva equazione che lega gli eventi esclusivamente all’occupazione alberghiera e all’indotto generato dalla spesa dei partcipanti.

Da queste premesse parte ora il nuovo progetto del JMIC (Joint Meetings Industry Council), la federazione delle 16 maggiori associazioni internazionali del settore eventi che si propone di identificare una serie di eventi da studiare e documentare per misurarne l’eredità ed esemplificare così il valore e il contributo del settore allo sviluppo di destinazioni, comunità e territori.

“È impossibile quantificare i benefici intangibili e di lungo termine di tutti gli eventi” spiega il presidente del JMIC Joachim Koenig. “L’idea è quindi quella di concentrarsi invece sull’analisi approfondita di singoli eventi rappresentativi per illustrarne i benefici complessivi e dimostrare così il principio che sottende alla misurazione del reale valore degli eventi. Uno studio di questo genere costituirebbe una solida base per comunicare con le istituzioni e stimolarle a sostenere il settore, nel loro stesso interesse”.

Il progetto è lanciato e il JMIC ricerca eventi che possono essere (o sono già stati) misurati rispetto ai parametri sopra indicati: “Cerchiamo aziende, associazioni, operatori o destinazioni che vogliano dimostrare il valore degli eventi che organizzano o ospitano lavorando con noi a questa analisi, che sarà condotta sotto la supervisione di ricercatori e accademici per garantirne la credibilità scientifica”. I risultati, assicura Koenig, andranno a vantaggio di tutta la meeting industry internazionale, che potrà così dimostrare, documenti alla mano, quanto gli eventi contribuiscono all’economia e allo sviluppo delle destinazioni.

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