Italia primo paese per aziende del lusso: 29 i brand italiani fra i primi 100 del mondo
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Anche se con tassi inferiori rispetto agli anni passati, il mercato del lusso continua a crescere: le 100 più grandi aziende di beni di lusso al mondo hanno generato, alla fine dell’ultimo anno fiscale, un fatturato di 222 miliardi di dollari, in aumento del 3,6% rispetto all'anno precedente e con un valore minimo di vendite per azienda che non scende mai al di sotto del 191 milioni di dollari.

I paesi leader del lusso
In questo mercato, emerge dal report Global Powers of Luxury Goods di Deloitte, l’Italia è protagonista assoluta: ha ben 29 aziende fra le prime 100 (più del doppio degli Stati Uniti, secondo paese in classifica con 14 aziende) le quali hanno fra l’altro registrato incrementi di vendite del 6,9%, superiori alla media del settore e in accelerazione rispetto al 4,3% dell'anno precedente. Dopo Italia e Stati Uniti, i paesi leader nell’ambito del lusso sono Svizzera (11 aziende fra le prime 100 per dimensioni), Francia (10), Cina/Hong Kong (8), Regno Unito (7) e Spagna (5): da soli, questi 7 paesi coprono l’84% delle aziende presenti nella top 100 e il 90% delle vendite di beni di lusso a livello mondiale.

Le dimensioni delle aziende italiane
Tuttavia, indica Deloitte, le aziende italiane contribuiscono solo per il 17% al fatturato di beni di lusso della top 100: ciò è da imputarsi alla struttura prevalentemente familiare che le caratterizza (24 delle 29 aziende, infatti, sono di proprietà e/o gestite dalla famiglia proprietaria) e alla dimensione molto più ridotta (in media 1,3 miliardi di dollari di ricavi dalle vendite di beni di lusso, rispetto a 5,2 miliardi di dollari delle società francesi). Prima fra le italiane è Luxottica, l’unica fra le prime 10 e al quarto posto nel mondo per fatturato (10 miliardi di dollari), seguita da Prada (15° con 4,6 miliardi) e Giorgio Armani (21° con 3,3 miliardi): a queste 3 aziende è attribuibile quasi la metà delle vendite totali delle 29 società tricolori in classifica.

Le prime 10 del mondo e i loro brand
Al primo posto del ranking mondiale c’è il gruppo francese LVMH, cui fanno capo brand come Louis Vuitton, Fendi, Bulgari, Loro Piana e Donna Karan e che ha un fatturato complessivo di 40 miliardi di dollari. Seconda la svizzera Compagnie Financiere Richemont (Cartier, Montblanc, Jaeger-LeCoultre, Vacheron Constantin) e terza l’americana Estée Lauder. Dopo Luxottica, al quinto posto c’è il gruppo Swatch, seguito dalla francese Kering (Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Balenciaga, Pomellato), dalla società di Hong Kong Chow Tai Fook Jewellery e poi da L’Oréal, Ralph Lauren e PVH (Calvin Klein, Tommy Hilfiger)

Nuove modalità di consumo e nuovi canali d’acquisto
I brand globali del lusso, dice il report, devono rispondere a nuove forze in gioco per riuscire a emergere nel nuovo contesto di mercato e seguire l’evoluzione delle aspettative del consumatore: "È evidente un cambiamento nelle modalità di acquisto dei beni di lusso” commenta Patrizia Arienti, di Deloitte EMEA. “Rafforzati dai social network e dai dispositivi digitali, i consumatori stanno sempre più dettando quando, dove e come si vendono i marchi di lusso. Sono diventati critici e creatori, chiedono un’esperienza più personalizzata, e si aspettano di poter configurare i prodotti e i servizi che comprano. La percezione è che si stia procedendo sempre più velocemente verso la massima integrazione tra i differenti canali, e oggi la quota delle transazioni di mercato sta crescendo con più rapidità nel canale digitale rispetto a quello fisico, in negozio”.

Verso nuovi modelli di business
Secondo il report, il settore globale dei beni di lusso è destinato a crescere lentamente nel 2016: sta per esempio rallentando in mercati importanti come la Cina e la Russia, anche se altri mercati, come l’India e il Medio Oriente, continuano a registrare buone performance. A influenzare il settore luxury, oltre all’impatto dell’economia globale, saranno l’evoluzione del comportamento di acquisto dei consumatori, l’integrazione dei canali di vendita e la conseguente maggiore complessità dei business model, il costante aumento del turismo e la crescente importanza del segmento dei Millennial. “Se le aziende saranno in grado di adattare le proprie strategie alle evoluzioni del mercato e gestire con attenzione e cautela i propri investimenti”, conclude Patrizia Arienti, “tutti questi fattori potranno offrire un percorso strategico di crescita per le aziende del lusso sul mercato mondiale”.

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