Il turismo italiano è in ritardo sul digitale, nonostante gli incentivi solo il 29% del ricettivo gestisce prenotazioni online
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Malgrado il TDLab, il laboratorio del MiBACT istituito nel 2014 per definire una strategia digitale per il turismo, e malgrado tutta l’attività svolta in questi ultimi anni per portare il comparto verso un maggiore sviluppo digitale, il turismo italiano continua a essere in ritardo. A scriverlo è Nello Iacono, vicepresidente degli Stati Generali dell’Innovazione, che con un articolo su Agenda Digitale riporta al centro delle questioni la digitalizzazione del settore.

Secondo Iacono, riporta TTGitalia.com, la lentezza nell’utilizzo del digitale per i servizi turistici è evidenziata dai dati 2015 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, che testimoniano un basso numero di strutture ricettive che gestiscono prenotazioni dirette via web, con solo il 29% del campione. E questo nonostante il turismo sia il comparto che ha visto la maggiore diffusione della disintermediazione attraverso il web.

E nonostante le azioni già messe in campo, che Iacono elenca: “Sono stati previsti tax credit per incentivare la digitalizzazione degli operatori turistici” scrive “e con l’avvio di Spid si sono create le condizioni per l’accesso unico ai servizi digitali anche per i turisti (ma, anche qui, le difficoltà di avvio dello Spid ha conseguenze anche su questa opportunità). Inoltre sono stati sviluppati più progetti open data, anche in formato linked. L’ultimo è CulturaItalia, dove sul sito dati.culturaitalia.it sono resi accessibili i dati di diverse istituzioni, tra cui l’Accademia Santa Cecilia, il Polo Museale Fiorentino, la Regione Marche e l’Anagrafe delle Biblioteche Italiane, ed è stato rivisto il design del sito relativo ai musei secondo le nuove linee guida AgID”. Ed Expo ha mostrato che “il modello di interoperabilità E015 è diventato di fatto modello di riferimento nell’intera architettura strategica”.

Ma restano casi isolati. “Dal punto di vista della promozione turistica”, scrive ancora Iacono, “il mancato avvio di una razionalizzazione sul fronte dei siti web nazionali Italia.it, VeryBello.it, Italia.travel e l’ampia diversificazione di servizi tra i siti turistici regionali (alcuni ancora non consentono di accedere alla fase finale di prenotazione e non sono multilingua) mostrano che dal piano strategico non è ancora stato derivato un piano operativo organico”.

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