Quanto guadagnano gli organizzatori di eventi: i 5 fattori che determinano lo stipendio
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Lo stipendio di chi organizza eventi dipende da molti fattori: gli anni di esperienza, il ruolo specifico, la natura dell’organizzazione di cui fa parte (azienda, associazione o agenzia), i titoli o le certificazioni professionali ottenute e anche il genere, visto che nonostante quello degli eventi sia un settore prevalentemente al femminile le donne guadagnano significativamente meno degli uomini. E il trend dell’anno in corso è quello dell’incremento retributivo, pur se in percentuali inferiori rispetto agli anni precedenti.

A delineare lo scenario retributivo della categoria nel 2016 è l’indagine condotta da Convene, il magazine dell’americana PCMA (Professional Convention Management Association), che ha pubblicato la propria Salary Survey basata su interviste a event planner di aziende, associazioni e agenzie. I dati sono sono quindi relativi al mercato statunitense, che differisce non poco da quello italiano: per situazione economica e occupazionale, per standard retributivi e costo del lavoro, ma anche per dimensioni del comparto meeting ed eventi e posizionamento della figura dell’event planner all’interno delle organizzazioni. Nonostante le diversità, può però essere utile agli organizzatori italiani dare uno sguardo alle retribuzioni dei colleghi d’oltreoceano.

La retribuzione lorda americana e quella italiana: come confrontarle
Secondo l’indagine, la retribuzione media di un event planner è negli Usa di 80.505 dollari lordi l’anno, pari a 70.875 euro. Attenzione però: la retribuzione lorda americana comprende le spese previdenziali, sanitarie e assicurative, che sono a carico del dipendente, mentre in Italia sono a carico dell’azienda. Il confronto da fare è quindi fra il compenso lordo americano e il costo aziendale complessivo di un dipendente italiano, non la sua retribuzione lorda. Di seguito riportiamo i valori economici evidenziati dalla ricerca tradotti in euro, al cambio corrente, per comodità dei lettori.

Lo stipendio per tipologia di organizzazione
La retribuzione è più alta per gli event planner d’azienda: in ambito corporate lo stipendio medio è di 71.544 euro, contro i 68.000 euro di chi lavora nelle associazioni, i 66.700 percepiti da chi organizza eventi in ambito governativo e i 69.000 che vanno ai planner cosiddetti indipendenti, incluso chi lavora in agenzia. Un dato interessante è che lo stipendio ha diverse componenti: il 39% del campione ha dichiarato che in parte dipende dal numero di eventi gestiti nell’anno, il 28% dalla dimensione dell’evento più grande gestito e il 15% dalle metriche post-evento (cioè il raggiungimento degli obiettivi).

Gli aumenti dell’ultimo anno
Il 73% degli event planner intervistati ha percepito un aumento di stipendio negli ultimi 12 mesi, per un incremento medio della retribuzione del 4,35%. L’aumento è superiore a quello della media nazionale americana (che le associazioni locali competenti segnalano essere stato del 3,1%), ma è tuttavia quasi dimezzato rispetto all’anno scorso: nel 2015 ad avere avuto un aumento era stato il 79% del campione, e la media di incremento dello stipendio era stata del 7%. Secondo Convene, il dato indica che il settore è ritornato alla normalità: dopo il balzo in avanti del 2014/2015 per recuperare il crollo degli anni di crisi economica, ora la situazione salariale si è stabilizzata.

Quanto contano ruolo ed esperienza
La differenza retributiva è piuttosto ampia quando si guarda al ruolo e alle responsabilità: conta l’inquadramento contrattuale (ogni carica ha la sua retribuzione), ma in questa sede ci limiteremo a indicare che lo stipendio medio di chi ha la responsabilità di coordinare uno staff è di 82.173 euro, mentre chi non ha nessuno sotto di sé percepisce 59.491 euro. In termini di esperienza, invece, la scala retributiva prevede un compenso di 47.320 euro fino a 3 anni di esperienza, 60.430 con 6/8 anni e 81.000 con più di 10 anni di esperienza alle spalle.

Il divario fra uomini e donne
La stragrante maggioranza degli intervistati sono donne, a conferma che la meeting industry è un settore prevalentemente femminile, anche negli Stati Uniti. Gli uomini, pur se minoranza, sono però quelli che si portano a casa gli stipendi più alti: in media 88.100 euro, contro la media di 68.000 euro delle donne. Il gap è del 23%, in parte dovuto probabilmente al fatto che le donne, pur maggioranza, spesso ricoprono posizioni gerarchicamente inferiori agli uomini, e in parte dovuto alla disparità retributiva che, a parità di ruolo e responsabilità, continua a persistere.

Il peso del titolo professionale
Negli Stati Uniti è molto forte la cultura dell'organizzazione di eventi come professione ed è quindi molto diffusa, fra chi fa questo mestiere, la consuetudine di conseguirne le certificazioni relative. Il 91% degli intervistati da Convene ha infatti conseguito la certificazione CMP (Certified Meeting Professional), il 6% la CMM (Certification in Meeting Management) e il 5% la CAE (Certified Association Executive). E il titolo professionale negli Usa pesa anche a livello di stipendio: chi lo ha guadagna in media 7.500 euro l’anno più dei colleghi che non l’hanno conseguito.

Orari di lavoro e soddisfazione personale
Quello dell’organizzatore è un mestiere impegnativo: il 56% degli intervistati lavora fino a 50 ora la settimana, il 17% fino a 60 ore e il 3% dedica al lavoro più di 60% ore la settimana. Il 67% del campione ha inoltre indicato di avere assunto quest’anno ulteriori compiti e responsabilità, che nei tre quarti dei casi non hanno dato luogo a una retribuzione aggiuntiva, e l’80% non gode di tutte le ferie che gli spettano. Tuttavia, il tasso di soddisfazione è elevato: il 75% è soddisfatto del proprio lavoro specifico e l’85% è soddisfatto della professione in generale. In termini di stipendio, il 57% è soddisfatto della retribuzione che percepisce (i soddisfatti percepiscono in media 73.300 euro), mentre a dichiararsi insoddisfatto di ciò che guadagna (in media 66.000 euro) è il 33%.

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